Un’Isola nella chinatown di Milano mercoledì, Mar 7 2007 

Un sms scritto a chi so io nell’attesa dell’aperitivo. Milano, via Paolo Sarpi, 30.


Dopo una lunga passeggiata nel parco e un nervoso breve zigzagare per le vie del quartiere, sono giunto finalmente alle Cantine Isola, un’enoteca all’antica incastonata come una pietra preziosa tra le improbabili botteghe dei cinesi, che passano, uomini e donne, con enormi sacchi sulle spalle. In attesa dell’amico con cui avrei preso l’aperitivo, sono entrato per bere un caffè giusto per fare pipì. La superficie del bagno non raggiunge il metro quadro. Sulle pareti appiccicate etichette di vini pregiati. Talvolta la realtà supera la sfrenata fantasia del sogno. Mi chiedo se non siate un sogno anche tu e la tua voce. Gli occhi, i capelli, la bocca. E la tua spensieratezza travolgente. Sei adorabile. Un bacio dalla Milano dei cinesi.

Durante la serata, il simpatico proprietario dell’enoteca, dopo aver suonato un campanello per richiamare l’attenzione degli astanti, è salito in piedi su una sedia. Ha recitato due poesie; quella di Prévert era davvero pregevole. Un ringraziamento a Paolo, amico e vate del vino e della bellezza dello stare insieme.

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Canzone minima martedì, Mar 6 2007 


A quelli che son tornati e ritornati a cercarmi,
a te che ascolti sorridendo i miei passi su strade secondarie,
a quelli che vivono con la coscienza pura,
a te che compi gli anni quasi a primavera:
questo pezzo è per voi.

A quelli che hanno gli occhi blu,
a te che hai tatuata l’utopia sul cuore,
a quelli che credono all’amore più che a dio,
a te che sei felice quando ci sono io:
questo pezzo è per voi.

A quelli che sanno d’esser piccoli di fronte alle stelle,
a te che ascolti le emozioni scorrerti sulla pelle,
a quelli che hanno sempre tempo per i poveri,
a te che sei una bambina tra i bambini:
questo pezzo è per voi.

A te che hai paura di rispondermi sì,
a te che hai paura di rispondermi no,
a te che mi innamori come fosse la prima volta,
a te che mi metti in discussione,
a te che hai quasi sempre ragione.
A te e alle tue lune,
a te che sei come il pane,
a te che sei come il vino:
questo pezzo è per te.

Quelli come noi lunedì, Feb 19 2007 

Alla mia amica Micky, con affetto.

Quelli come noi hanno occhi consumati dallo stupore.

Quelli come noi sono permalosi.

Quelli come noi hanno un particolare senso del dovere.

Quelli come noi quando si incazzano, si incazzano per davvero.

Quelli come noi fanno le top-five.

Quelli come noi sotto sotto amano Milano.

Quelli come noi si capiscono, a volte, anche senza parlarsi.

Quelli come noi possono essere distanti, ma in verità sono sempre vicini anche nella lontananza.

Quelli come noi talvolta si nascondono dietro ai pilastri, per non essere visti.

Quelli come noi hanno troppo pudore.

Quelli come noi camminano in un punta di piedi in mezzo alla confusione.

Quelli come noi si vogliono bene come fratelli, anche se hanno paura a dirselo.

Quelli come noi… e poi ci sono tutti gli altri.

Della vita, dell’amore e di lei giovedì, Feb 8 2007 


Che fine avrà mai fatto l’elefantino? Sono in molti ormai i lettori che reclamano a gran voce il mio ritorno al blog. E perciò eccomi qui. Dedico questo post a tutti gli amici che si sono fatti sentire in questi giorni e in particolare alla mia amica Micky (quelli come noi…).
Durante la mia assenza da queste pagine non è successo nulla di sensazionale, anche se effettivamente sono stato piuttosto impegnato in varie attività. Solamente la vita vissuta ha preso momentaneamente il sopravvento sulla sua riscrittura. Ogni tanto accade.
Come avrebbe detto probabilmente il mio docente di filosofia teoretica, Carlo Sini, mi sono allontanato per un po’ di tempo dalla soglia tra il mondo e il suo doppio. Ma ora mi affaccio di nuovo, pienamente consapevole di tutte le conseguenze ermeneutiche di questo gesto come del fatto che a chi mi legge non interessano le baggianate pseudo-filosofiche che sto scrivendo.
In ogni caso, facciamo il punto. Il lavoro: routine. L’amore: incerta incertezza, misterioso mistero, come diceva il caro Ginettaccio «L’è tutto da rifare». Il teatro: sempre meglio; incontro ravvicinato del terzo tipo con Cyrano di Bergerac, un mio lontano cugino (buon naso non mente) invaghito anche lui della luna. Attività varie: frenetiche. Letture: mi hanno convinto finalmente a interessarmi della letteratura beat e, vista anche la sua stretta relazione con il be-bop, non so quando riuscirò a venirne davvero fuori.
Per il resto, mi sento un po’ frastornato. Dev’essere che sono innamorato, o forse quest’anticipo di primavera, che in questi giorni si è tramutato – chissà mai perché – in un revival autunnale, sta cominciando a sortire i consueti effetti sul mio fisico e sul mio temperamento. Ma soprattutto credo di essere innamorato. Di lei e della vita. Della vita e dell’amore. Dell’amore e di lei.

Acquantopare (quarta puntata) venerdì, Gen 26 2007 

Ecco a voi una nuova strabiliante puntata di Acquantopare, ovvero: impariamo l’italiano dagli amatori del modellismo dinamico.

Al solito, ho riportato in neretto il testo originale, in chiaro le mie glosse.

IO per si e per no ho fatto la fotocopia. Non si sa mai………
Che c’era? Un referenfum?

ho sentito anch’io parlare di abs. mi sembra che agisca sul servo è non l’ho capitodel freno ma non chiedermi come perchj
E chi ti chiede nulla?

a me non e’ arrivato ma l’ho ordinato solo da una decina di giorni e sto rosicando come un tacchino nell attesa
Tema: fenomenologia del rosicamento del tacchino in attesa. Il candiato illustri sinteticamente i principali aspetti sociali e pedagogici del problema.

io su uno mi perde olio non so che fare anche se lo gia rismontato ma continua a farmi la goccia
Se c’è la goccia, è Gim.

ragazzi oggi mi sono arrivati altri quattro fascicoli fino al 37 ad uno di questi c’era un cedolino per mandare a chiamare il telecomando il problema e che io lo gia mandato a chiamate con i penultimi arrivi come mai mi anno messo di nuovo il cedolino che dite lo mando di nuovo a chiamareo o non c’e bisogno io lo gia spedito non vorrei che non gli e arrivato il primo cedolino che dite voi lo spedisco di nuovo
Per l’ambulanza non stare in pensiero, l’ho mandata a chiamare io.

ok dal 2 pero cmq quando puoi potresti rispondere sulla discussione motore
Una precisazione: la punteggiatura è gratis.

Non capisco cosa intendi con “l’immagine qui sotto”
In effetti, si tratta di un’espressione alquanto oscura.

la domanda viene spontanea pensate ke io ho dovuto usare la mia forza unita a ql di mio nonno
E la domanda? Quale sarebbe?

devo dire che tutto il male non vien per nuocere. Davvero.
Secondo me c’è qualcosa che non va. Davvero.

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità venerdì, Gen 26 2007 

Your results:
You are Spider-Man

Spider-Man
70%
Green Lantern
70%
Iron Man
65%
Supergirl
55%
Superman
55%
The Flash
55%
Robin
45%
Catwoman
35%
Wonder Woman
30%
Hulk
25%
Batman
20%
You are intelligent, witty,
a bit geeky and have great
power and responsibility.

E tu? Quale supereroe sei?

Due chiese mercoledì, Gen 24 2007 

Eppure il Vangelo è uno solo.

Buon viaggio, abbé Pierre. Grazie.

È inutile lunedì, Gen 22 2007 

È inutile che io mi arrabbi con te, tanto non faccio mai sul serio.

È inutile che le nubi velino la luna questa notte.
Conosco già il suo viso e lo rivedo in te.

È inutile far finta di niente.

È inutile che io mi allacci il cappotto. Ho ben altro che mi scalda.

È inutile che il vento mi spettini. Non mi pettino mai.

È inutile che mi guardi così. Non ci posso far nulla.

È inutile fingere di star sempre bene.

È inutile fingere di star sempre male.

È inutile fingere.

È inutile che io cerchi di contare i tuoi capelli.
La tua vicinanza mi confonde e perdo il conto.

Nancy e un gigantesco tubetto di dentifricio giovedì, Gen 18 2007 

Quanta grazia Sant’Antonio! giovedì, Gen 18 2007 

Mio malgrado, perché non amo le catene di Sant’Antonio (che poi era ieri), ma con un certo piacere, visto che la richiesta arriva dalla Sciura Pina, mi accingo a enumerare le cinque cose che non sapete di me. O forse le sapete, quelli più sgamati tra voi forse già le sanno. Pazienza.
1) Da tre anni sono vegetariano per diverse motivazioni di carattere etico, sentimentale e igienico.
2) Suono il sassofono e la chitarra.
3) Generalmente sono piuttosto accomodante e tollerante, tranne quando si parla di politica. Divento una belva!
4) Uno dei momenti di maggior soddisfazione dell’intera giornata è l’istante in cui, alla sera, mi levo i calzini.
5) Quando sono molto triste leggo un romanzo di Dostoevskij. E mi intristisco ulteriormente. C’è stato un periodo, tre o quattro anni fa, in cui la malinconia era talmente grande che me li sono letti quasi tutti.

Ecco, ho dato.
Passo la palla a cinque volenterosi bloggers:
Archi Audaci
Coneja
Piove con il sole
Captain Charisma
Cuore di Gatto

Acquantopare (terza puntata) mercoledì, Gen 17 2007 

A grande richiesta una nuovissima puntata di Acquantopare, rubrica tragicomica che riguarda i virtuosismi linguistici dei modellisti.

Al solito, ho riportato in neretto il testo originale, in chiaro le mie glosse.

è poi il motore prevede il rotostart x l’acccensione se io gli tolgo il rotostart è gli rimango solo il cuscinetto è poi gli monto lo strappo del mio motote va bene?
E’ come no?

lo sapevo ke *** non si sarebbe perso neanche per sognio un sondaggio
Sognio o son destro?

La braciolata deriva dalla braciola, ovvero bistecca di maiale.
La braciolata più in generale sarebbe la classica grigliata di carne,per i costi dovrebbero aggirarsi intorno ai 20 € carne compresa

Mmm, interessante. E quanto potrebbe costare una braciolata senza carne?

Allora misà che neanche quest’anno farò l’italiano!!!!!
In effetti, se fossi in te proverei un po’ con l’arabo.

nel montare le ruote mi sono accorto che una lo montata al conrario essendo che io le o gia incollate ora mi tocca rifarla e per fortuna solo una o cannato
Che dire? Sei proprio fortunato!

So che lingnoranza in campo modellismo e molto accentuata non ho mai montato nulla!!!!!!!!!
Sai di non sapere, quasi come Socrate. Ho giusto una tisana da farti assaggiare…

Io invece credo sia meglio che pinsino di + i posteriori così le curve le possiamo fare a mod di freno a mano sai che bello
Chi troppo pinsa, matto diventa.

Anke io credo che vada bene x la retro anche perchè le luci sono collegate alla batteria e quindi credo (da igniorante) che ci sia una specie di interruttore
Dai, non sei tanto igniorante, non buttarti giù così!

con ilterzo canale ci mettiamo il clacson, come quello di “bho e liuk”!!!!!!!!!!!!………….così quando dovremo fare un sorpasso ci facciamo sentire…………………
Già, però stai attento. Se ti prende Rosco Pi Coltrein… sono guai.

La beffana vien di notte e solo con le calze rotte e…..
un po di carbone! he he

Oddio, non aveva le scarpe rotte?

Azz e come ai fatto a romperla? io anche stringendo forte non si e rotta anzi credevo che si spacasse la chiave a brucola
La forza della cultura.

Prodi, l’anti-antiamericano mercoledì, Gen 17 2007 


Ironia della sorte, o bieco disegno del demone della guerra, Prodi ha scelto proprio uno dei giorni più tremendi della guerra civile irachena per concedere il suo assenso all’ampliamento della base americana a Vicenza. I cento morti di Bagdad non sono bastati al nostro governo per capire quanto scellerata e ingiusta sia la politica estera americana, per prendere una volta, almeno una volta, le distanze. Ora anche le mani di questo governo, come quelle di Bush e dei suoi sodali, grondano sangue innocente. Non ci sono più scusanti di fronte al mondo. Speravo in un atteggiamento più responsabile, ma è prevalsa la logica della sottomissione al potere forte, al furioso imperialismo a stelle e strisce. Fortuna che, stando alle parole del centrodestra, Prodi sarebbe tenuto sotto scacco dalla sinistra radicale.
Che fare? Al momento mi ritiro in un silenzio indignato. Si vedrà. Ora c’è solo tempo per la rabbia. Per riflettere. O per pensare ad altro. Con il cordoglio nel cuore per le migliaia di vittime di una guerra ingiusta.

Ventotto milioni di americani a Bagdad lunedì, Gen 15 2007 

Se davvero la politica estera del governo italiano fosse anti-americana, come sostiene il Cavalier Berlusconi, sarei oltremodo felice. Se l’Europa cercasse di affrancarsi, come sostiene in Nostro, dalla politica imperialistica degli Stati Uniti davvero mi sentirei orgoglioso di essere europeo. Ma purtroppo è solo un sogno.
Lasciando perdere la questione che, peraltro, risponde più alla logica della propaganda interna al teatrino italiano che a quella di una seria riflessione sugli equilibri di forza su scala planetaria, riporto una brillante lettera aperta di Micheal Moore a George W. Bush, pubblicata sul Manifesto di sabato 13.

Caro Presidente,
intanto grazie per il tuo discorso alla Nazione, è bello sapere che ci parli ancora dopo quello che ti abbiamo combinato a novembre. Ascoltami, posso essere franco? Mandare ancora 20.000 uomini non mi pare sufficiente a sistemare le cose. Vorrebbe dire soltanto riportare il numero di soldati ai livelli dell’anno scorso. E noi già perdevamo l’anno scorso! Abbiamo già spedito in Iraq più di un milione di uomini dal 2003. Poche migliaia in più non sono lontanamente sufficienti a trovare le armi di distruzione di massa che cerchiamo! Cioè, voglio dire… a trovare i colpevoli dell’11 settembre e portarli alla giustizia! No scusami, dimentica anche questa… vediamo… ah ecco: a portare la democrazia in medio oriente! Ottimo, proviamo questo…
Presidente, devi mostrare molto più coraggio, vecchio mio. Questa la devi vincere. Caspita, hai beccato Saddam, no? L’hai appeso all’albero più alto! Non male il video, pareva di essere tornati nel buon vecchio west col boia più delinquente del ladro di cavalli, con linciaggi e tutto il resto. Guarda, lo devo ammettere, sono imbarazzato per il guaio in cui ti sei infilato. Come ha detto una volta Ricky Bobby se non sei primo, sei l’ultimo. E, sinceramente, il fatto che tu venga umiliato di fronte a tutto il mondo in questo modo, non porta niente di buono a noialtri americani.
Capo, dammi retta. Tu ci devi mandare milioni di soldati in Iraq, non migliaia. L’unico modo per sfangarla stavolta è inondare l’Iraq con milioni di noialtri! Ok, ho capito che sei a corto di soldati, allora guardati un po’ in torno. Devi farti entrare in zucca che l’unico modo per far fuori un paese di 27 milioni di abitanti, l’Iraq, è mandarci almeno 28 milioni di americani. Ecco, così funzionerebbe…
Facile: i primi 27 milioni accoppano un iracheno ciascuno, così la ribellione si sistema in quattro e quattrotto, L’altro milione si ferma lì e ricostruisce il paese, facile, no? Ora, prevedo la tua domanda: dove li trovo 28 milioni di americani pronti a partire per l’Iraq? Considera qualche suggerimento:
1. Oltre 62 milioni di loro ti hanno votato due anni fa (ed eravamo già da un anno e mezzo in una guerra che sapevamo di perdere…). Ho fiducia che almeno un terzo di loro sia disponibile a mettere il proprio corpo là dove già ha messo il proprio voto e a firmare come volontario. Conosco un sacco di loro e sono certo che non sia il tipo di gente che chiede ad altri di combattere la battaglia che loro giudicano necessaria, standosene nascosti in America.
2. Inizia una campagna di feste col titolo «Accoppa un Iracheno party» e lanciala per tutto il paese. Lo so che suona tanto come un’idea stile 21° secolo ma sono già stato a qualche festicciola del genere e, ti assicuro, ti stupiresti di quante idee innovative comincino a spuntare fuori dal terzo mojito in avanti… io dico che un bel 5 milioni li tiri su così.
3. Manda in Iraq tutti i giornalisti dei grandi media. Dopo tutto ti hanno dato una mano a cacciarci in quella guerra e un bel po’ li hai già addestrati a fare gli embedded! Se poi, a questo punto, non siamo ancora ai 28 milioni, arruola obbligatoriamente tutti i telespettatori di Fox News e dovresti avercela fatta.
Presidente Bush, non è il momento di mollare! È il momento di essere duri e portare a casa il risultato! Quindi non fare la femminuccia lesinando coi soldati. Parti col tuo popolo e guidali tu personalmente come un vero comandante in capo! Che nessun moderato rimanga indietro! Avanti a tutta forza! Per quanto riguarda noi di sinistra prometto che saremo vicini, scriveremo spesso.
Vai e prendili tutti George!
Tuo affezionato Michael Moore
(traduzione di Mauro Sabbadini)

Acquantopare (seconda puntata) giovedì, Gen 11 2007 

Ritorno di nuovo sugli strafalcioni tratti dal forum del modellismo, quella sublime arte che in qualche modo mi dà da vivere e, in fondo, da ridere.

Ho riportato in neretto il testo originale, in chiaro le mie glosse.

Il wd-40 e un olio sprai che serve per sbloccare uno di tutto
Tutti per uno, uno per tutti!

Ci sono anchio quando quando non vedo l’ora.
Facciamo verso le tre?

Leggendo i vostri messaggi, lamarezza e tanta […] ha chi mi devo rivolgere?
Hai mai pensato a un analista?

Prendi un frenafiletti normale ce di vari tipi medio e forte prendilo medio
Prendi una donna, trattala male…

Sembra che si stia spanando da un momento ha l’altro, non vi da quella inpressione?
Solo ha volte

Io non do nemmeno la caparra perche si viene ad esturare un rapporto di reciproca fiducia
Una sorta di estuario, insomma.

Fortunati chi anno amici che consigliano spece per persone inesperte come me.
E beati quelli che ti capiscono, perché di essi è il regno dei cieli.

Ma i nostri mica sono in plasica non credo xche anno un rumore ferroso
Oddio, cos’è un rumore ferroso?

Raga ma se uno vorebbe 2 motori qualkuno sa come si potrebbe fare??
Secondo me, bastasse comprarne due.

Inoltre, come dicono i proverbi antichi: “se cadi da cavallo rimettiti subbito in sella e non starci troppo a pensare!!!!!”
Noi tutti ci siamo passati e non solo da “cavallo”!
Non aggiungo altro per scaramanzia!!!!!!

Also sprach Zarathustra.

Chi non risiKa non rosiKa giovedì, Gen 11 2007 

Grande dimostrazione di coraggio e onestà intellettuale da parte del cespuglietto a stelle e strisce: ha ammesso che nella guerra in Iraq si sono commessi degli errori, già. Però si tratta di errori strategici, ah ecco!
E c’è un solo modo per porvi rimedio: inviare altri ventun mila soldati.
Come sempre, le argomentazioni di Bush non fanno una piega. La retorica dell’esportazione della democrazia si supporta da sé. Qualcuno si decida a portare un po’ di democrazia anche negli Stati Uniti e tante scatole di Risiko per sublimare la loro libido bellica.

Fonte: http://www.corriere.it

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