C’è poco da ridere martedì, Mar 13 2007 


Quello dei divorziati risposati è «una vera piaga – ha aggiunto il pontefice – dell’odierno contesto sociale che intacca in misura crescente gli stessi ambienti cattolici».


Da http://www.corriere.it del 13-03-2007.


Certe volte ci prende anche Benedetto XVI. Meditate gente, meditate!

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Otto marzo giovedì, Mar 8 2007 


Contro la logica delle quote rosa.
Per una reale partecipazione politica delle donne.
Contro le discriminazioni in ambito lavorativo.
Per un paritario accesso delle donne nelle gerarchie aziendali.
Contro le restrizioni dei diritti umani alle donne.
Per una piena emancipazione delle donne.

Viva le donne! Viva la rivoluzione!

Prodi, l’anti-antiamericano mercoledì, Gen 17 2007 


Ironia della sorte, o bieco disegno del demone della guerra, Prodi ha scelto proprio uno dei giorni più tremendi della guerra civile irachena per concedere il suo assenso all’ampliamento della base americana a Vicenza. I cento morti di Bagdad non sono bastati al nostro governo per capire quanto scellerata e ingiusta sia la politica estera americana, per prendere una volta, almeno una volta, le distanze. Ora anche le mani di questo governo, come quelle di Bush e dei suoi sodali, grondano sangue innocente. Non ci sono più scusanti di fronte al mondo. Speravo in un atteggiamento più responsabile, ma è prevalsa la logica della sottomissione al potere forte, al furioso imperialismo a stelle e strisce. Fortuna che, stando alle parole del centrodestra, Prodi sarebbe tenuto sotto scacco dalla sinistra radicale.
Che fare? Al momento mi ritiro in un silenzio indignato. Si vedrà. Ora c’è solo tempo per la rabbia. Per riflettere. O per pensare ad altro. Con il cordoglio nel cuore per le migliaia di vittime di una guerra ingiusta.

Ventotto milioni di americani a Bagdad lunedì, Gen 15 2007 

Se davvero la politica estera del governo italiano fosse anti-americana, come sostiene il Cavalier Berlusconi, sarei oltremodo felice. Se l’Europa cercasse di affrancarsi, come sostiene in Nostro, dalla politica imperialistica degli Stati Uniti davvero mi sentirei orgoglioso di essere europeo. Ma purtroppo è solo un sogno.
Lasciando perdere la questione che, peraltro, risponde più alla logica della propaganda interna al teatrino italiano che a quella di una seria riflessione sugli equilibri di forza su scala planetaria, riporto una brillante lettera aperta di Micheal Moore a George W. Bush, pubblicata sul Manifesto di sabato 13.

Caro Presidente,
intanto grazie per il tuo discorso alla Nazione, è bello sapere che ci parli ancora dopo quello che ti abbiamo combinato a novembre. Ascoltami, posso essere franco? Mandare ancora 20.000 uomini non mi pare sufficiente a sistemare le cose. Vorrebbe dire soltanto riportare il numero di soldati ai livelli dell’anno scorso. E noi già perdevamo l’anno scorso! Abbiamo già spedito in Iraq più di un milione di uomini dal 2003. Poche migliaia in più non sono lontanamente sufficienti a trovare le armi di distruzione di massa che cerchiamo! Cioè, voglio dire… a trovare i colpevoli dell’11 settembre e portarli alla giustizia! No scusami, dimentica anche questa… vediamo… ah ecco: a portare la democrazia in medio oriente! Ottimo, proviamo questo…
Presidente, devi mostrare molto più coraggio, vecchio mio. Questa la devi vincere. Caspita, hai beccato Saddam, no? L’hai appeso all’albero più alto! Non male il video, pareva di essere tornati nel buon vecchio west col boia più delinquente del ladro di cavalli, con linciaggi e tutto il resto. Guarda, lo devo ammettere, sono imbarazzato per il guaio in cui ti sei infilato. Come ha detto una volta Ricky Bobby se non sei primo, sei l’ultimo. E, sinceramente, il fatto che tu venga umiliato di fronte a tutto il mondo in questo modo, non porta niente di buono a noialtri americani.
Capo, dammi retta. Tu ci devi mandare milioni di soldati in Iraq, non migliaia. L’unico modo per sfangarla stavolta è inondare l’Iraq con milioni di noialtri! Ok, ho capito che sei a corto di soldati, allora guardati un po’ in torno. Devi farti entrare in zucca che l’unico modo per far fuori un paese di 27 milioni di abitanti, l’Iraq, è mandarci almeno 28 milioni di americani. Ecco, così funzionerebbe…
Facile: i primi 27 milioni accoppano un iracheno ciascuno, così la ribellione si sistema in quattro e quattrotto, L’altro milione si ferma lì e ricostruisce il paese, facile, no? Ora, prevedo la tua domanda: dove li trovo 28 milioni di americani pronti a partire per l’Iraq? Considera qualche suggerimento:
1. Oltre 62 milioni di loro ti hanno votato due anni fa (ed eravamo già da un anno e mezzo in una guerra che sapevamo di perdere…). Ho fiducia che almeno un terzo di loro sia disponibile a mettere il proprio corpo là dove già ha messo il proprio voto e a firmare come volontario. Conosco un sacco di loro e sono certo che non sia il tipo di gente che chiede ad altri di combattere la battaglia che loro giudicano necessaria, standosene nascosti in America.
2. Inizia una campagna di feste col titolo «Accoppa un Iracheno party» e lanciala per tutto il paese. Lo so che suona tanto come un’idea stile 21° secolo ma sono già stato a qualche festicciola del genere e, ti assicuro, ti stupiresti di quante idee innovative comincino a spuntare fuori dal terzo mojito in avanti… io dico che un bel 5 milioni li tiri su così.
3. Manda in Iraq tutti i giornalisti dei grandi media. Dopo tutto ti hanno dato una mano a cacciarci in quella guerra e un bel po’ li hai già addestrati a fare gli embedded! Se poi, a questo punto, non siamo ancora ai 28 milioni, arruola obbligatoriamente tutti i telespettatori di Fox News e dovresti avercela fatta.
Presidente Bush, non è il momento di mollare! È il momento di essere duri e portare a casa il risultato! Quindi non fare la femminuccia lesinando coi soldati. Parti col tuo popolo e guidali tu personalmente come un vero comandante in capo! Che nessun moderato rimanga indietro! Avanti a tutta forza! Per quanto riguarda noi di sinistra prometto che saremo vicini, scriveremo spesso.
Vai e prendili tutti George!
Tuo affezionato Michael Moore
(traduzione di Mauro Sabbadini)

Chi non risiKa non rosiKa giovedì, Gen 11 2007 

Grande dimostrazione di coraggio e onestà intellettuale da parte del cespuglietto a stelle e strisce: ha ammesso che nella guerra in Iraq si sono commessi degli errori, già. Però si tratta di errori strategici, ah ecco!
E c’è un solo modo per porvi rimedio: inviare altri ventun mila soldati.
Come sempre, le argomentazioni di Bush non fanno una piega. La retorica dell’esportazione della democrazia si supporta da sé. Qualcuno si decida a portare un po’ di democrazia anche negli Stati Uniti e tante scatole di Risiko per sublimare la loro libido bellica.

Fonte: http://www.corriere.it

Easy R(a)ider mercoledì, Gen 10 2007 


Ancora tuona il cannone,
ancora non è contenta
di sangue la bestia umana.

Raid americano in Somalia. Per stanare Al Qaeda, per uccidere almeno ventisette civili che si aggiungono al quotidiano centinaio di persone morte in Iraq.
Quanto vale la vita di un americano? Quanto vale la vita di un somalo? Quanto vale la vita di un iracheno? Quanto vale la vita di un uomo?
Unione Europea e ONU, non basta più l’indignazione.

Lettera a Babbo Natale venerdì, Dic 22 2006 


Caro Babbo Natale,
accettando l’ipotesi che tu esista, mi cimento in una letteruccia. Non so se mi sono comportato davvero bene quest’anno, ma provo comunque a comunicarti i miei desideri.
Sono già in possesso di molte ricchezze, di tutti gli affarini elettronici possibili e immaginabili; possiedo più libri di quanti riuscirò a leggere in tutta la vita; ho tanti amici che mi vogliono bene, una casa e una famiglia. Pertanto quest’anno non ti chiedo di portarmi qualcosa. Non disturbarti per raggiungere il camino di casa mia.
Ti chiedo solo di portare via qualcosa. Portati via l’imperialismo americano e la sua lunga striscia di sangue; portati via l’ipocrisia della chiesa corrotta; portati via i fascisti, i leghisti, i forzaidioti che inquinano il mio paese. Portati via le lobby farmaceutiche e le industrie di armi. Portati via la televisione spazzatura e il giornalismo zerbinistico. Portati via l’indifferenza al bello.
Ho chiesto troppo?

Sempre tuo affezionatissimo

l’Elefantino.

Celodurismo digitale e cerebrale lunedì, Dic 18 2006 

Di duro, ormai, gli sono rimasti il dito medio e il cervello.

(20) lunedì, Dic 11 2006 

Pinochet più.

E’ desaparecido.

Un altro Venezuela è possibile mercoledì, Dic 6 2006 

Congratulazioni al compagno Hugo Chavez!

Bush trombato in camera mercoledì, Nov 8 2006 


George Walker Bush trombato in camera! Che sia l’inizio di un nuovo Sex Gate? Lo farebbe pensare anche l’ambiguità del termine ‘bush’ (cespuglietto) che nel gergo americano può assumere significati piuttosto licenziosi.
Quel che è certo è che gli americani hanno ora una grande occasione di rispedire a casa il più grande terrorista dei nostri tempi. Il più grande bugiardo. Il grande sanguinario che ha sempre ragione.
Forse torneremo a un presidente dal sigaro facile; ma è forse meglio e certo meno noioso di un bigotto tradizionalista che si fa trombare in camera.


Giù le mani da Vicenza! giovedì, Ott 26 2006 

Domenica la ridicola manifestazione che ha visto raccogliersi meno di diecimila supporters per ascoltare i loro idoli, un Berlusconi superimpomatato e schiumante rabbia, un Bossi che ha cercato di rassicurare la platea sulla consistenza del suo membro, una Mussolini accolta da idioti che inneggiavano al duce. L’inno di Mameli in filodiffusione con il popolo della lega che fischiava.
Nella stessa piazza palladiana di Vicenza questa sera si raccoglieranno tutti i cittadini contrari alla nuova base militare della Nato, quella che sarebbe la più grande d’Europa. Il primo cittadino, un tale Hullweck, prima fascista, poi leghista e ora affiliato a Forza Italia, aveva tramato in segreto l’accordo per l’installazione della base già a partire da due anni fa. I vicentini lo hanno saputo solo ora. I vicentini non la vogliono. Io sto dalla loro parte.

Nel bush dipinto di bush mercoledì, Ott 18 2006 

Lo spazio è mio e me lo tengo io. L’ultima sparata del cespuglietto della Casa Bianca: lo spazio è vietato a tutti i nemici degli Stati Uniti d’America. Il nostro caro presidente afferma: “Bisogna rafforzare la leadership spaziale della nazione, assicurare che le capacità nello spazio siano disponibili per gli obiettivi della sicurezza nazionale americana, della sicurezza interna e di politica estera e per fare in modo che operazioni americane nello spazio per difendere i nostri interessi non siano in alcun modo ostacolate”.
Il discorso non fa una grinza. Mi viene in mente Pierangelo Bertoli buonanima quando cantava:
E presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori.

Forse Bush vuole portare la democrazia anche a quei dispotici dei marziani! Mah!

George il forcaiolo mercoledì, Ott 18 2006 

Il brillante inventore delle guerre preventive, l’esportatore di democrazia e uranio impoverito ha dato il meglio di se stesso cancellando con un colpo di spugna l’Habeas Corpus, un istituto sacrosanto del diritto angloamericano, l’unica flebile speranza per quanti stanno detenuti ingiustamente nelle segrete di Guantanamo. Al solito, la comunità internazionale non può fare altro se non indignarsi.

Ora i carnefici della Cia o i responsabili delle terribili violenze di Abu Ghraib non potranno neppure essere accusati per crimini di guerra. Gli Stati Uniti violano costantemente e sistematicamente la convenzione di Ginevra. E con tutto ciò hanno anche la pretesa di esportare il loro modello politico e di fare il bello e il brutto tempo della politica internazionale. Dio lo vuole!

Chi vuole uccidere di nuovo Carlo? venerdì, Ott 13 2006 


Dal momento che oggi su wordpress furoreggia un disgustoso post intitolato ironicamente Carlo Giuliani, eroe e dal momento che l’autore di questa immonda insulsaggine non ha quel minimo senso democratico che lo indurrebbe a pubblicare anche commenti diversi da quelli dei suoi compari forzaidioti, celoduristi e fascisti, mi trovo costretto a scriverne qui. L’affronto al diritto di manifestare e ai diritti umani perpetrato in occasione del forum del G8 di Genova è talmente terribile da essere stato condannato da Amnesty International come il più grave avvenuto in Europa dal dopoguerra. Carlo Giuliani è stato vittima di una violenza scellerata, come tutti quelli che sono stati anche solo semplicemente picchiati e feriti. Invito l’autore di detto post e la sua schiera di millantatori a prendere atto della fine del Ventennio fascista.

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