Gentile signor Branko,
prode cavallegger dello zodiaco, sono un suo affezionato ascoltatore. All’astrologia ci credo sì; all’astrologia ci credo no. All’astrologia ci credo quando mi conviene. Ogni mattina (uò uò) dallo sgabello di uno studio della Rai, che sembra svuotarsi per lasciar spazio solo ai suoi occhi di ghiaccio e alla sua voce suadente, lei sciorina con grande mestiere le figure (mica sempre belle) che le stelle fan tra di loro. E sono opposizioni e transiti e altre amenità di tal fatta. Ed è bello starla ad ascoltare, lo confesso, anche se un po’ faticoso dal momento che le danno la parola tra le 6.50 e le 7 del mattino, quando ancora branko-lo per la cucina con gli occhi semichiusi.
Mi chiedo una cosa. Ma perché, ma perché, ma perché allo Scorpione (il nostro segno, caro sig. Branko) riserva sempre così poche parole? Perché indugia sui gemelli e sull’ariete (che tra l’altro è cornuto, si vede subito!) parlando a lungo delle loro relazioni amorose che neanche il dott. Morelli, e poi giunto allo Scorpione si limita a un: “Cari amici dello Scorpione, le stelle indicano problemi di salute: attenti alla milza”, e similari? Perché quando non parla della nostra salute cagionevole, allora ci dà ragguagli sulle nostre relazioni con i colleghi? Via, sia umano. Se lei ha già fatto la pace con i sensi, sappia che altri scorpioni sono invece in attesa di notizie più succulente dalle dodici case del cielo.
Le scrivo con affetto immutato e con profonda stima. Ma la avverto, se sgarra un’altra volta passo a Paolo Fox!

Suo affezionatissimo
L’elefante e la luna (al primo quarto).

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