Ironia della sorte, o bieco disegno del demone della guerra, Prodi ha scelto proprio uno dei giorni più tremendi della guerra civile irachena per concedere il suo assenso all’ampliamento della base americana a Vicenza. I cento morti di Bagdad non sono bastati al nostro governo per capire quanto scellerata e ingiusta sia la politica estera americana, per prendere una volta, almeno una volta, le distanze. Ora anche le mani di questo governo, come quelle di Bush e dei suoi sodali, grondano sangue innocente. Non ci sono più scusanti di fronte al mondo. Speravo in un atteggiamento più responsabile, ma è prevalsa la logica della sottomissione al potere forte, al furioso imperialismo a stelle e strisce. Fortuna che, stando alle parole del centrodestra, Prodi sarebbe tenuto sotto scacco dalla sinistra radicale.
Che fare? Al momento mi ritiro in un silenzio indignato. Si vedrà. Ora c’è solo tempo per la rabbia. Per riflettere. O per pensare ad altro. Con il cordoglio nel cuore per le migliaia di vittime di una guerra ingiusta.

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