Eccomi di ritorno.
Mi sono preso una vacanza della mente e del cuore. Mi sono riservato un periodo di pausa e riflessione, per capire, per sentire. Per vedere se davvero fossi innamorato, oppure se.
E invece sì, ci son dentro fino al collo. Opporcasidela, mi sento ‘stranizza d’amuri’. È diventata il mio chiodo fisso, la stella che segna il passo, protagonista dei sogni da sveglio e da dormiente. Una piaga, una piega del cuore.
E sì che m’ero cosparso d’Autan, ma il tremendo putto arciere che si chiama come il cantautore che ha un cognome da sambuca (quella di bassa lega) mi ha colpito comunque, e mi ha centrato in piedo petto.
Anche se non volevo, anche se continuavo a negare.
E ora è tutto in forse. È tutto un indistinto sospirare. Un tremito nella voce, un brivido che attraversa la schiena. Sto alla finestra.
Almeno sono vivo, ecco.

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