Per me è stato un grande cantautore, benché forse non abbia mai sfondato come avrebbe meritato; è stato un interprete di grande spessore della scuola genovese e un “poeta fungaiolo”, come amava definirsi. Anche se il suo pensiero politico, specie negli ultimi anni, ha preso derive che non ho apprezzato, ho troppo amato la sua musica e quella sua voce di genovese incazzato e innamorato della vita per non essere dispiaciuto per la sua scomparsa. Mi piace pensare che Bruno se ne sia volato via come “l’aquila”.

Il poeta

Alla sera al bar con gli amici
si parlava di donne e motori
si diceva son gioie e dolori
lui piangeva e parlava di te.

Se si andava in provincia a ballare
si cercava di avere le più belle
lui restava a guardare le stelle
sospirava e parlava di te.

Alle carte era un vero campione,
lo chiamavano il ras del quartiere, ma
una sera giocando a scopone
perse un punto parlando di te.

E alla fine una notte si uccise
per la gran confusione mentale
fu un peccato perché era speciale
proprio come parlava di te.

Ora dicono che era un poeta
perché sapeva parlare d’amore
cosa importa se in fondo uno muore
e non può più parlare di te.

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