Ecco cosa succede a mangiar pesante.
Uno va a letto. Legge qualche pagina del suo romanzo preferito finché le palpebre si fan pesanti. Hai giusto il tempo di posare il libro sul comodino e di spegnere l’abat-jour. E via.
Ti addormenti. E – stando al buon Sigismondo Froid – la barriera della censura, vigile per tutto il giorno, si fa labile. Cominci a sognare, per farla breve. Prima sogni che stai al bar e che devi andare al bagno perché sei in una di quelle situazioni in cui o ci vai tu o è quella roba là che va. Entri nel bagno, tipicamente buio, e vieni assalito da un tossico che vuole del denaro. E tu non ne hai.
Cambio di scena. Sei a casa con i tuoi. Probabilmente è domenica ed è quasi mezzogiorno. C’è un invitato speciale per pranzo: Romano Prodi. E te lo ritrovi a circolare per casa con una mandria di ex giocatori di football americano tutti giaccacravattati. A questo punto qualcosa nella tua persona comincia a capire che si sta andando anche troppo al di là della libera associazione onirica. Ti svegli di soprassalto: sono le quattro del mattino, ma ovviamente tu credi che siano le otto. E pensi di essere già in ritardo per andare in ufficio. Il poco sale che ti rimane nella zucca ti spinge a girarti su un fianco mentre, rivolto al tuo lavoro, smozzichi una sillaba piena di senso: Vaff…

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