A gentile richiesta (presunta inventata posticcia ciccia baciccia) ritorna a imbrattare queste altrimenti lodevoli pagine la saga dei pendolari che loro malgrado pendolano quotidianamente insieme all’elefantino. In questa puntata andrò a citarvi non uno ma ben due esseri. Oh! Quanta grazia Sant’Antonio… no, non è merito del santo, è che non si da mai l’uno se non l’altra e versa-vice.
Frank Woodhead e Liza Greatnose. Una coppia. Una coppia? Io direi una coppia, sospetto siano moglie e marito. Una coppia ben assortita in ogni caso. Lei il doppio di lui. Lui la metà di lei. Lei con naso porcino, lui acquilino. Lui capelli di legno, lei capelli all’olio d’oliva.
Due soggetti curiosi dei quali, e mi rincresce, non posso dir nulla riguardo ai russamenti. Perché non dormono mai, o se dormono non smettono di parlare e di guardarsi. Sospetto proprio che non dormano.
Capita che seggano proprio vicino a me, lei con le poppe a poppa, lui con la prua a prua. Dalla borsa di lui escon fumetti, quelli di carta. Tra mille risolini ne prende uno per sé e uno per la sua. A me non me ne ha mai offerti. Poi fingono di leggere per minuti cinque, ma invece continuano a guardarsi. Si direbbero innamorati.
E allora fan progetti sul che fare al ritorno. Ma progetti di un dettagliato che neanche Furio di BiancoRossoVerdone. Li ascolto per lunghissimi minuti tre. E’ che non riesco a leggere quando parlano loro e mi contento di ascoltarli. Ma a un certo punto perdo il filo e mi addormento.
E sogno un mondo terribile fatto di capelli di legno e nasi porcini, dove tutti si guardano nelle palle degli occhi. Un mondo di ammiccanti risolini. Ci vorrebbe Sigismondo Froid per decifrare questo sogno, io non so. Nel sogno ho capelli di palissandro, vesto in giacca e cravatta e sento un prurito tra la quinta vertebra e l’intenzione. E’ un sonno agitato, a tratti disperato. Mi inseguono frotte di porcini nasali, porcini spaziali (Nasa…). Mi faccio largo a colpi di cravatta.
Quando mi risveglio, tutto sudato (specie sul naso), me li trovo ancora lì, Frank Woodhead (Crapa de legn, si direbbe a Milano) e Liza Greatnose. Si guardano e sorridono, ma la scena è in qualche modo inquietante, l’archetipo dell’angoscia. Ispeziono la mia testa con la mano senza dar nell’occhio. La parte che governa è tutta in regola, ma ho un germoglio a ore tre, proprio sull’orecchio destro. Opporcasidèla, e ora che faccio?

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