“Barry parla pressoché ininterrottamente, e perlopiù dice cose incomprensibili e assurde: parla un sacco di musica, ma un sacco anche di libri (Terry Pratchett e qualsiasi altra roba con mostri, pianeti e via dicendo) e di film, e di donne. Pop, girls etc: come dice la canzone dei Liquorice Comfits. La sua conversazione, però, è pura e semplice enumerazione: se ha visto un buon film non ti racconta mica la trama, o le sensazioni che ha provato, invece ti dice quale posto occupa nella sua classifica dei migliori film dell’anno, in quella dei migliori film di tutti i tempi, e in quella dei migliori film del decennio. Barry pensa e parla in termini di decine e di cinquine, e di conseguenza così facciamo anche Dick e io. E ci fa stilare classifiche tutto il tempo: «Ok, ragazzi. I cinque migliori film di Dustin Hoffman». O i cinque migliori a solo di chitarra, o i cinque migliori dischi incisi da musicisti ciechi, o i cinque migliori episodi dei telefilm di fantascienza di Gerry e Sylvia Anderson («Non posso credere che hai messo Captain Scarlet al primo posto, Dick. Non era quello che non poteva morire? Ma se non può morire che gusto c’è?»), o i cinque migliori dolci che si acquistano in barattolo («Se uno di voi si azzarda a mettere in classifica il rabarbaro o la crema, do immediatamente le dimissioni»)”.

(Nick Hornby, Alta Fedeltà, Ugo Guanda Editore, Parma 1996)

Regalare un libro è un’azione molto appagante. Richiede un discreto impegno e/o una certa predisposizione alla comunicazione. Già, perché donando un libro si dona un mondo, un intrico di significati, un fiume di emozioni. Mi piace molto regalare libri; capire quale possa essere il libro più adatto per una persona è un’esperienza che permette di aumentare notevolmente la conoscenza che si ha della persona stessa. Di fatto regalo quasi sempre libri.
Ma raramente mi vengono regalati, perché il rischio di donarmi un libro che già possiedo è abbastanza elevato. Non così per Alta Fedeltà, dono di grande significato, punto di arrivo del percorso di riavvicinamento all’amica ritrovata, punto di partenza di un’amicizia che si fa sempre più profonda ed emozionante di giorno in giorno. Non ci poteva essere un romanzo più in sintonia con la fase della vita che mi trovo ad attraversare, l’immedesimazione con lo scapestrato Rob Fleming è inevitabile. Riflettere con ironia sul senso della vita, sull’amore, sull’amicizia, sui legami dell’appartenenza. La ricerca della stabilità. La gioia profonda degli incontri. Hornby ha scritto il libro che avrei dovuto scrivere io. E la mia amica Micky lo ha capito e mi ha consegnato insieme al libro un’occasione di riflessione, un raggio accecante di speranza.
La faccenda delle classifiche top-five cui si accenna nel brano che ho riportato è un tormentone che attraversa tutto il libro. E’ un gioco divertentissimo, una chiave per scoprire se stessi e gli altri. Ho deciso di inaugurare una nuova sezione del blog in cui riunire le mie top-five.
Grazie Micky!

Annunci