Sciaff! Sciaff! Ancora poche bracciate e ci sono. Sto pregustando il tepore del sole che mi ridarà l’energia pro-fusa in questa traversata. Poche bracciate mi mancano. Magari ora vado un po’ a rana, così tanto per essere un po’ anticonformista.

Che traversata! Ne ho viste delle belle!
I mondiali di calcio con le loro testate più o meno giornalistiche. La mia con-gestione da finale.
Mi son visto trasformare, proprio io me, in un inatteso novello (2006) Stakanov… ma ora basta! Con questa settimana (fosse per qualcuno, si istituirebbe, lavorativamente parlando, l’ottomana) di lavoro indiavolato ho sistemato quasi tutte le incombenze da qui sino all’inizio delle vacanze. Bravo elefantuzzo! Me lo dico da me.
Mi son visto dar lezioni di filosofia su un certo Immanuel Kant e sui suoi tanto adorati occhiali per poi scoprire con una certa vergogna che il discente era mooolto più sgamato del docente. Eh, son cose.
Ho avuto tanti amici intorno a me. Chi nuotava a dorso, chi ad orso… a proposito, schiumo ancora di rabbia per il destino del povero Bruno.
Mi son visto iscrivermi a un corso di recitazione, dico che mi son visto farlo perché dentro di me non vorrei (io vorrei, non vorrei, ma se vuoi?) perché mi terrorizza l’idea ma voglio frequentarlo lo stesso, anzi forse proprio per quello. Elefantuzzo, eroe tragico in lotta con se stesso, con le sue idiosincrasie, con la sua timidezza atavica. D’altra parte siamo un po’ tutti mogoliani: come può uno scoglio?

Ecco, appunto, lo scoglio, lo vedo. Ci siamo quasi.
Sì, sì, adesso vado un po’ a rana.

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