Ora, Silvio, diciamoci la verità una volta per tutte. E’ davvero bello trovare nella cassetta della posta una tua missiva. Sempre un piacere aprire la busta sfrigolante e vedere, ancor prima di aver estratto la lettera del tutto, quella bella bandiera italiana, con su scritto “Forza Italia”. E pensa, Silvio, che questa volta (sarà colpa dei mondiali, del fatto che dormo poco, sarà il caffé…) ci ero quasi cascato. Pensavo fosse una letteruccia di Lippi, un bigliettino per dire: amici italiani, noi ce la si mette tutta, ma proprio tutta!

E invece no, era una lettera del mio amico Silvio. Già, amico. Appunto. Fino all’ultima volta che mi hai scritto, Silvio caro, mi chiamavi così: Cara amica, caro amico. Certo, non potevo pretendere che tu indovinassi persino il mio sesso. Ma com’era bello sentirsi chiamare così. Insomma, sono amicizie che contano quelle lì. Hai visto cos’è successo in questi giorni, no? E’ sempre più evidente che queste amicizie possono tornare utili. Che so? Magari domani mi vien voglia di aprire un ospedale o una bella produzione di slot-machines… e se volessi tentare di far carriera come soubrette? Intanto mi tengo buono anche Solange (si scriverà così?).

E perché mai, dico io, ora cominci la lettera con un formalissimo Egr. Sig.? Vero che non abbiamo mai mangiato dallo stesso piatto. Ma perché un così repentino cambiamento nei tuoi sentimenti verso di me? Che ti ho fatto di male, io proprio non riesco a capire. Comincio a sospettare che qualcuno abbia intercettato il mio voto… maledetti inquirenti comunisti!

In attesa di tuoi chiarimenti in merito all’increscioso evento, mio dolce Silvio (i miei sentimenti rimagono immutati, come vedi), bacio le mani!

Annunci