Per ogni cinquantennio

E poi c’è sempre uno che si apparta
si mette a scorreggiar tranquillamente
del resto per tre ore siamo a Sparta, c’e tanta gente…

Per ogni cinquantennio i «sempre in gamba»
si sprecano e i saluti e i battimani,
per soli uomini è organizzata questa parata

Ci sono certi nodi di cravatta
che dietro c’è la mano di una moglie
ma dietro ad ogni moglie c’è una amante senza mutande

Nel gruppo manca mai qualche avvocato
a lui tocca di fare il bel discorso
la faccia sua collerica si accende e ci confonde…

Ma come parla bene, e poi ci spiega
-di ferro è questa classe – battimani –
ma uno con la testa fra le mani lo guarda fisso, senza una piega

Ci sono proprio tutti o quasi tutti
ciascuno s’è pagata la sua quota
qualcuno invece è morto e infatti è assente… indifferente…

Sparito sembra poi da qualche viso
lo stesso proprietario – dov’è andato?
Ma poi di colpo, complice un sorriso, indietro torna dal paradiso

La facce rosse rosse, ormai si canta
a squarciagola senza intonazione
nessuno sentirà chi si è perduto in mezzo al brindisi gridando aiuto

Ma poi c’è sempre uno che si apparta
si mette a scorreggiare e tira avanti
del resto da tre ore siamo a Sparta, e siamo in tanti…

(Paolo Conte, 1975)

A chi dedicarlo questo pezzo? A me? Al mio amico Paolo con cui l’ho ascoltata e cantata millanta volte? All’audace Chià? Alla Gatta? Lo dedico a tutte quante queste persone.
C’è una terzina davvero imbattibile:
Ci sono certi nodi di cravatta
che dietro c’è la mano di una moglie
ma dietro ad ogni moglie c’è una amante senza mutande.

Questa canzone mi diverte tantissimo. A dispetto di un timbro vocale su registri di tristezza, di bruma piemontese e di provincialità padana, il quadretto di Conte mi piace e mi diverte. Quasi quasi direi che mi appartiene o addirittura che mi apparto…

Annunci