Benché non ami particolarmente l’estate, la ‘staggiòne’ (come dicono a Napoli) ha dei risvolti gastronomici abbastanza allettanti.
E’ in questo periodo che l’elefante comincia a cucinare la sua celeberrima (tra chi ha avuto il privilegio di gustarla) pasta tricolore. Non è naturalmente un nostalgico richiamo alla Nazione, né al suo poco probabile monarca. Ma un omaggio ai prodotti della nostra bella terra. Trattasi in ogni caso di un piatto di grande impatto scenografico da consumarsi idealmente in due.
La preparazione è molto semplice, in ossequio all’adagio del Mengacci: non sono un cuoco, ma solo un uomo che cucina. La parte più divertente della ricetta consiste nel recarsi nell’orto di casa per procurarsi il necessaire. Chi non ha un orto può sempre andare al mercato, consapevole però di perdersi gran parte del divertimento.
Ecco gli ingredienti. Non specifico le quantità perché, come si dice, vado a sentimento.

1) Pasta (almeno un etto a bocca), possibilmente spaghetti alla chitarra.
2) Pomodori San Marzano.
3) Bocconcini di Mozzarella di Bufala Campana.
4) Olive Taggiasche (optional).
5) Scaglie di pecorino stagionato (optional).
6) Foglie di menta.
7) Peperoncino fresco (quantità variabile a seconda dei gusti).
8) Olio extravergine d’oliva (consigliato: Terre di Bari).

La preparazione, come dicevo, è assai semplice. Mentre si cuoce la pasta (molto al dente) in una casseruola, si lavano e puliscono pomodori, menta e peperoncino. I pomodori devono essere tagliati a metà. Le foglie di menta spezzettate a mano, ma non troppo.
Prendete tanti cespi di menta e tanti pomodorini quanti sono i piatti da servire. Li userete come decorazione. Praticate in corrispondenza del picciuolo dei pomodori un taglio a croce e inseritevi il ramoscello di menta accantonato. Ponete la composizione sul margine di un piatto e ripetete il tutto per quanti sono i commensali.
Scolate la pasta e incorporatevi i pomodorini tagliati, la menta spezzettata, le olive, il peperoncino e la mozzarella. Mentre rimestate con delicatezza il composto (per non rompere i pomodorini), aggiungete una quantità generosa di olio. Impiattate. A conclusione dell’opera potete aggiungere delle scaglie di pecorino o di ricotta stagionata.
Un piatto che può soddisfare l’appetito e risvegliare gli appetiti.

Vino consigliato: Aglianico del Vulture. Temperatura ambiente. Meglio scaraffarlo una mezz’ora prima di berlo.

© L’elefante e la mezzaluna

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