Eccola finalmente, la compagna di una vita! Con me sempre, in salute e malattia (appunto), nella buona e nella cattiva sorte. La mia nuova compagna per la vita. Ha un nome vagamente esotico: BLEFARITE.
Non è una pietra preziosa, no. E’ un fastidiosissimo disturbo che riguarda i miei poveri occhietti, tanto azzurri e amati dalle fanciulle.

La blefarite è una infiammazione dei margini palpebrali, con arrossamento, gonfiore, formazione di croste, squame, ulcere. La blefarite ciliare è un’infiammazione del bordo libero della palpebra. È caratterizzata dall’arrossamento della mucosa e della pelle. Ha la tendenza a cronicizzarsi. La cura, sotto controllo medico, prevede la pulizia della zona e l’utilizzo di pomate.

Il matrimonio con Blefar (già la chiamo così) si è consumato ieri nello studio dell’oculista, mentre roteavo le pallozze degli occhi, confuse dalle maledette goccine che dilatano e dilaniano la pupilla, a destra e a manca. Il caro medico mi ha detto sin da subito che il disturbo è cronico. Ci sono una serie di palliativi, migliaia di colliri e aggeggini per l’igiene della palpebra che ormai guarniscono già la mia casa e il mio ufficio.
Tra le altre cose, mi ha prescritto dei dischetti simili a quelli che le signore utilizzano per rimuovere il trucco dagli occhi, poi soluzioni per la pulizia dell’occhio, umettanti e due serie di antibiotici. Ci manca solo un clisterino… E’ un’amante esigente la mia Blefar! (fortuna che non mi ha chiesto di comprarle un visone)

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