“Se sarò ancora viva andrò dai miei amici anarchici a Carrara e con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare in aria!”. Così la Fallaci, in merito al progetto di edificazione di una moschea nel senese. Un solo augurio: che sia già morta al termine della costruzione.
Io direi che la Fallaci ha passato il segno, quel segno oltre il quale c’è per lei – da parte mia – solo disgusto e indignazione. Evidentemente dall’Italia verso gli States non c’è solo la “fuga dei cervelli”, ma anche una “fuga di decerebrati”. Credo che sia venuto anche il momento per i politici italiani di prendere una posizione forte nei riguardi di queste esternazioni.
Peraltro la nostra non si lascia sfuggire neppure l’occasione per dare dei “coglioni” (fucking idiots) a Prodi e Berlusconi. Ha inoltre dato un grande saggio di partecipazione politica: “Perché la gente si umilia votando? Io non ho votato. No! Perché ho una dignità. Se a un certo punto mi fossi turata il naso e avessi votato per uno di loro mi sarei sputata in faccia”. Personalmente, l’unica cosa che mi umilia è sapere che la Fallaci è italiana.
Una bella testimonianza della democrazia occidentale, un vero baluardo della nostra cultura, non c’è che dire. Grazie Oriana. Continua pure a spalancare quella cloaca maleodorante che hai al posto della bocca, ma rimani a Manhattan per favore. Facci questo piacere.

(Scusate il turpiloquio, ma sono veramente fuori di me!)

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