Tra i miei amici e conoscenti ce ne sono molti che provengono da diverse regioni dell’Italia e qualcuno anche straniero. Ma è degli italiani che mi preme parlare in questa occasione.
Ci sono molti luoghi comuni sugli italiani delle diverse provenienze, spesso coniati per campanilismo e spesso fuorvianti e falsi. I genovesi spilorci, i meridionali (così si pensa comunemente dalle mie parti) scansafatiche, e così via. Sono fastidiosi questi pregiudizi e affatto ingiusti, non c’è dubbio.

Però bisogna pur dire che le nostre radici in qualche modo ci condizionano, sono parte di noi e difficilmente ce ne possiamo sbarazzare. Sto pensando in particolare a un amico calabrese e a uno sardo. Essi portano dentro di sé, nel loro modo di fare, di parlare, di condurre la loro esistenza le loro origini. Non è un pregiudizio in questo caso, è solo una constatazione. E aggiungo che mi piacciono proprio per questo, perché mi stimolano con punti di vista differenti, con diverse prospettive sotto le quali guardare i problemi.

Io, per quanto mi riguarda, credo d’essere nato nel luogo sbagliato. Vivo in Brianza, anche se mi spaccio per milanese un po’ per comodità, un po’ perché amo la grigia capitale del nord. E’ la città dove ho studiato e dove lavoro.

La Brianza è una terra molto bella, piena di colline e di campagne, purtroppo sempre più aggredite dall’edilizia residenziale e dall’orrenda edilizia industriale. Ma è principalmente una terra dove il valore del denaro e del lavoro viene posto nella prima posizione di una ideale scala delle priorità. La parola chiave per chi vuole capire la Brianza è “dané”!

Io, come temperamento, non sono affatto brianzolo, mi sento un pesce fuor d’acqua. Lavoro, sì, con calma naturallement. Ma lavoro per campare. Non ho il culto del denaro in quanto tale. Non me ne importa nulla. Mi sento un uomo del sud. In cucina mi piacciono i sapori forti e mi piaccion le donne mediterranee. Mi piace il vento e il profumo delle erbe aromatiche. Mi piace il suono del mandolino. Mi piacciono i pomodori e le mandorle. L’olio pugliese.

Prima o poi mi deciderò e farò il migrante alla rovescia!

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