“La Bindi? Una lesbica, e non può guidare il ministero della Famiglia”. Quel genio di Maurizio Saia, senatore di An, prova a dire la sua. Avanti, c’è posto!
Anzitutto il senatore utilizza la parola “lesbica” come un’ingiuria, indicando tale qualità come un che di patologico e di disonorevole. Il che è già fastidioso quando percepito nei discorsi che si sentono al bar, ma pronunciato in aula è a dir poco sconcertante.
In secondo luogo, offende una carica istituzionale di indiscusso valore, dimostrando per l’ennesima volta il fatto che la CdL non ha ancora minimamente appreso il valore delle cariche né la loro sacralità. Cariche, peraltro (riconteggi a parte – forse dovremmo fare un conteggio dei neuroni dei due poli, sarebbe più istruttivo), elette democraticamente.
In terzo luogo, Saia manca del livello minimo di buona educazione e di un minimo di discrezione.
Infine, qualcuno mi spieghi quale nesso possa esserci tra i gusti sessuali di un ministro e la sua capacità o meno di svolgere un determinato incarico.
Come al solito, la bagarre generata da questa dichiarazione sfumerà nel giro di qualche giorno, andando a contribuire a quel processo per cui una menzogna ripetuta diventa una verità e un reato reiterato diventa lecito. Non dimentichiamo che domenica il buon Silvio, in occasione del discorso pronunciato in favore del candidato del centrodestra per il comune di Napoli, ricordava ai fedelissimi astanti di essere stato accusato ormai di tutto tranne che di essere gay! Una battuta di spirito? Ancora?

Ma chi ha paura della Bindi? E, soprattutto, chi ha paura di una normativa che tuteli le coppie di fatto? La risposta è anche troppo ovvia. Evidentemente chi tace di fronte queste boutade del centrodestra, il beneamato cardinal Adolf Ruini. E ha ragione: bisogna difendere la famiglia tradizionale. Una famiglia in cui possano crescere gli eredi intellettuali di Saia o di Calderoli. Ben ligi ai principi cristiani, tranne laddove il cristianesimo chiede la tolleranza e l’amore nei riguardi del prossimo, specialmente degli emarginati. Mi viene un dubbio: forse anche le parole di Gesù Cristo erano battute di spirito!

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