Le regole sono fatte per essere infrante, è cosa risaputa. Questo vale a maggior ragione per le regole che ci diamo da noi stessi.

Mi ero ripromesso di evitare post che riguardassero la mia vita privata, più che per riservatezza perché li considero poco interessanti per il lettore casuale del mio blog. Devo però dire che a questa tipologia di frequentatore del mio spazio si sono ormai aggiunti dei veri e propri amici ai quali sono sicuro interessi ciò che sto per scrivere.

Ho passato un week-end divertentissimo con amici vecchi e altri nuovi. Ho riso, cantato, bevuto e suonato. Ho vissuto. Dopo un medioevo dell’anima durato parecchi mesi, mi sembra di essermi riappropriato di me stesso. E lo scrivo qui soprattutto per rendere grazie a chi mi è stato vicino in questo fine settimana. Forse non se n’è neppure accorto, ma in me è stato operato un miracolo, o quasi.

La latitanza di questi ultimi giorni è invece dovuta a questioni di lavoro. Temo che il mio principale si sia accorto della mia ‘rinascita’, dal momento che mi si stanno caricando sulle spalle diverse nuove incombenze. Non vedo l’ora di tornare a curare questo mio spazietto con l’amore e la dedizione consueti.

Un ultimo ringraziamento va a Paolo Conte e a una delle sue strofe che più mi sono rimbalzate nella testa in questo periodo:

Perchè la faccia che avevi
una volta è rimasta stampata qui
nei tuoi modi di fare, nel tuo
palpitare e distinguerti,
nella vecchia passione,
nella tentazione di essere,
non piangere, coglione, ridi e vai…

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