Ho iniziato a scrivere questo blog per tentare un gioco nuovo, come spesso mi capita. Non mi sono proposto alcuno scopo particolare né ho riflettuto granché su quello che stavo facendo.
Con l’andar del tempo, però, qualcosa mi si è chiarito di questo curioso gioco. E’ il narcisismo che lo guida, mi sembra di capire. Un vago senso di colpa si è accompagnato a questa attività fino a quando non ho capito che si tratta di un narcisismo non proprio distruttivo. Una specie di amor di sé che spinge a rivelarsi agli altri, ma che non si configura come imposizione né come atteggiamento di superbia.
Proprio perché in fondo il blog lo scriviamo per gli altri e non per noi stessi, credo, ho rifuggito post intimistici o troppo personali che agli occasionali lettori non sarebbero mai potuti interessare. Ma a parlar di canzoni e dei libri preferiti si finisce con il parlare di se stessi, non v’è dubbio.
E l’aspetto che più mi piace e diverte del gioco, quello che mi spinge a proseguire, è la dimensione comunitaria, il condividere le riflessioni, le sfuriate o i guizzi della creatività. E la calda gioia degli incontri, virtuali sì, con persone assai interessanti, voci ben più autorevoli (di autorevolezza si parla, non di autorità: una specie di paradiso in cui le voci han tutte lo stesso peso) della mia che mi stanno insegnando molto.
Padre, è un peccato capitale?
Amici, voi che ne pensate?

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