Vieni con la tua
v o c e
per trasportarmi
in giardini di mandorli
sfioriti.

E io bevo il succo
della tua gemma
come da una coppa
di cielo e cobalto.

Mi rimetto alle tue mani sottili
al tuo ventre piatto e geloso.
Mi rimetto alle tue labbra,
quelle tue labbra intrecciate
e di nuovo aspetto che siano sfiorate,
vibranti,
dalla tua voce.

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