Le mani di Luigi

Io penso alle tue mani,
rami stizziti di albero annoso,
con cui annodi profili che ti furono,
fianchi di donne e ori egizi.
Mi figuro innanzi ai tuoi altari pagani,
unti di trementina e trasporti violenti,
sanguigni. Tu nutri di bosco il disegno sospeso
degli anni tuoi di bimbo barbuto.
Parole vibranti ti affollano la bocca,
spiaggia di gabbiani chiassosi.
Ma non di mare
hai forgiata la schiena… solo il sambuco
conosce il tuo sguardo.
Vago, tenti con le tue mani
il passaggio nascosto tra le tele dei quadri.

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