Attendo le tue mani
di corolla e conifera aperta
Attendo il soffio caldo elettrico
delle giornate di mare terso

Sono desto, eppure in me
dorme appollaiata la colomba
delle tue labbra strette e severe

Né la notte ha sparpagliato
i fogli delle tue memorie. E io

s o l o

senza un rifugio per il corpo.

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