Di tutti i doni che la primavera ci porge il più sontuoso sono indubbiamente le donne, i loro vestiti che pian piano si fan leggeri, le loro forme sinuose che si mostrano. E i miei occhi ne bevono a generose sorsate.
Sarà ormai una settimana che è esploso tutto quanto. Tutto è in fiore. Mi aggiro per le vie di Milano e, ovunque posi il mio sguardo, sirenette graziosissime mi allietano la giornata. Ah! Fosse primavera tutto l’anno!

Tempo fa, ricordando “La donna d’inverno” di Paolo Conte, dicevo più o meno il contrario. Quindi è doveroso un chiarimento. Ci sono donne per l’inverno e donne per la primavera. E sono donne diverse, con vocazioni differenti, fragranze distanti. E tutte ugualmente meravigliose.

Poi ci sono le dèe, le donne che in ogni stagione sanno regalare emozioni intonate alla natura e che sono sempre di una grazia ineffabile. Forse aveva ragione Platone quando condannava l’arte. Di fronte a certi spettacoli della natura la goffa imitazione che ne fa l’uomo non vale nulla.

Mi fermo, dev’essere in corso una tempesta ormonale. Forse dovrei cominciare ad aggiungere un po’ di bromuro nella mia cucina!

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