10) Ritengo inoltre come accordato che ogni essere creato sia soggetto a cambiamento e che di conseguenza lo sia anche la monade creata e anzi che tale cambiamento sia in ognuna continuo.

11) Da ciò che si è detto deriva che i cambiamenti naturali delle monadi derivano da un principio interno, poiché una causa esterna non potrebbe esercitare influenza nell’interno di esse.

Queste due proposizioni rivestono un’importanza centrale all’interno di questa prima parte della Monadologia in cui Leibniz fissa con cura la sua definizione di sostanza.
La monade, in quanto creatura, è soggetta a cambiamento, dimora nel regno del divenire per dir così. Ma siccome è priva di finestre (cfr. proposizione 7) il principio di tale mutamento le è interno.
La caratterizzazione della monade, ovvero della sostanza, come ente attivo ci rimanda all’incipit dei Principi della natura e della grazia, dove leggiamo chiaramente: “La sostanza è un essere capace di azione”. E’ questo un altro luogo di sdoppiamento della sostanza. Essa è una (in quanto richiusa su se stessa e esclusa dalle caratterizzazioni quantitative) e molteplice (in quanto luogo di tutti i suoi continui mutamenti e partecipe di numerose caratterizzazioni qualitative). Di nuovo il molteplice nell’uno e l’uno nel molteplice, la chiave di lettura che ci accompagnerà sino alla fine del trattato.

Annunci