Signori, il nanerottolo di Arcore ha cambiato di nuovo pelle. Ieri mattina pacifico costruttore della Grande Coalizione, già in serata velenoso accusatore.
I brogli! Ah, finalmente: li aveva annunciati già mesi fa. All’inizio della campagna elettorale aveva dichiarato con certezza che la coalizione prodiana stava tramando una congiura per falsificare le operazioni elettorali. Le prove? Intuito imprenditoriale, niente di più.
Alla vigilia delle elezioni, in una di quelle sue battute di spirito che l’han reso celebre in tutto il mondo, rimarcava la necessità di osservatori della comunità internazionale che garantissero la regolarità delle operazioni di voto e di scrutinio. E ora con la consueta sicumera e faccia tosta arriva la denuncia.
E’ un’azione gravissima la sua, possibile che la gente non se n’accorga e non si inviperisca? Dove sono le maledettissime prove di quello che sta dicendo? Uno che si salva da decine di processi per il rotto della cuffia, quando non grazie a leggi “ad hoc”, dovrebbe essere più cauto nel muovere accuse infondate. Non credete?

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