Avevo da tempo in mente di aprire una categoria sui ricordi dell’infanzia. Ieri un’amica mi ha inviato una simpatica mail, di quelle che di solito innescano le mostruose catene (che qualcuno, ne ignoro la ragione, tende ad attribuire a tale Sant’Antonio).
Per una strana combinazione ho provato a leggerla e mi sono divertito molto. Si tratta di una raccoltà di verbali di note disciplinari scolastiche, autentiche o meno qui non importa. Alcune di queste irriverenze le ho commesse (e in certi casi si trattava di azioni davvero ignobili), altre le ho subite. Altre ancora le ho viste fare negli anni in cui, passato dall’altra parte della barricata, sono stato educatore di un gruppo di adolescenti.
Ve le lascio perché possiate anche voi sorridere, ricordare e magari guardare a quegli anni con un velo di nostalgia, com’è capitato a me.

L’alunno L. P. durante l’ora di educazione fisica insegue le compagne di classe sventolando in aria lo scopino del water.

L’alunno L. P. durante la lezione di educazione fisica usa la pertica come simbolo fallico.

Si espelle dall’aula l’alunna M. I. perchè ha ossessivamente offeso la compagna Sabatini Domenica chiamandola weekend.

L’alunna B. R. fa sfoggio della sua biancheria intima lanciandola sul registro del professore.

La classe nonostante i continui richiami del professore continua imperterrita a emanare flatulenze senza che i colpevoli si dichiarino e l’aria ormai è resa irrespirabile da tali esalazioni. Si prega di fare nota ai genitori di tale maleducazione.

Gli alunni M. e P. incendiano volontariamente le porte dei bagni femminili per costringere le ragazze ad utilizzare il bagno maschile.

L’alunno è entrato in aula, dopo essere stato per 20 minuti al bagno, aprendo la porta con un calcio; ha fatto una capriola e ha puntato un’immaginaria pistola verso l’insegnate dicendo: “ti dichiaro in arresto nonnina!”.

L’alunno giustifica l’assenza del giorno precedente scrivendo: credevo fosse domenica.

T., L. e B. chiudono in bagno una loro compagna perché ritenuta da loro “un cesso”.

Gli alunni B. e C. durante l’ora di italiano compiono irrispettosi esperimenti di balistica usando proiettili di carta e saliva (stoppini) contro il ritratto dell’Onorevole Presidente della Repubblica Ciampi. Si giustificano dicendo di necessitare di un bersaglio.

L’alunno M. B. sprovvisto di fazzoletti si sente autorizzato a strappare una pagina della Divina Commedia per soffiarsi il naso.

P. non svolge i compiti e alla domanda “Per quale motivo non li hai fatti?” risponde “Io ci ho una vita da vivere”.

Gli alunni B. e N. simulano un omicidio in classe, il primo si è steso a terra, il secondo disegna la sagoma.

L’alunno M. ha fatto l’ennesima scena muta dicendo che risponderà solo in presenza del suo avvocato.

Si segnala mancanza del Crocifisso, occultato dalla classe. Al suo posto cartello recante le parole “torno subito”.

Gli alunni P. e A. alle ore 10 e 25 escono dall’armadio.

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