C’era là sotto un antro curvo e scuro
dove una cruda scena si svolgeva:
un magro, adunco e livido figuro,

con toga e foga avanti si sporgeva
verso una corte di dieci demoni,
e nella bieca bocca rimuoveva

una lingua nerastra, e brutti suoni,
grugniti da parole mascherati,
blese, sconvolte e storte orazioni.

“Colui che rutta e sputa aspri latrati
è Taormina”, disse la mia guida,
protervo difensore dei malnati”.

“A difesa di chi ora rogna e grida?”
io domandai, e lui: “Di Satanasso,
che, per riabilitarsi, in lui confida”.

Di botto io fermai stupito il passo
e dissi: “Mai difesa fu più vana,
giacché non potrà assolversi qui in basso

chi fu dannato da legge sovrana!”.
Il mio maestro fece allora segno
perché guardassi nella tonda tana,

dove finito era il turpe impegno
dell’avvocato, e l’orrida giuria,
con arie di meditabondo impegno

si consultava, e una diavola strìa
si alzò in piedi e pronunciò il verdetto:
“Sempre dannato il Dannato sia!”.

Allora vidi il segaligno ometto
guardare atterritissimo il terreno
davanti, che si aprì, e come un getto

ne schizzò fuori un mostriciattolo osceno,
gli si avventò alla gola e gliela morse
e gli inettò doloroso veleno,

e poi sparì, e Taormina risorse
e riattaccò la sua arringa bestiale
sull’innocenza di colui che corse

da Luce al Buio, e dal Bene al Male.
“Così, eternamente?” domandai.
“Eternamente”, disse il mio sodale.

(Roberto Piumini, La nuova Commedia di Dante, illustrata da Francesco Altan, Feltrinelli, Milano 2004)

La finzione letteraria è quella di un Dante Alighieri alle prese con un fungo allucinogeo di “persa semenza”. Sotto effetto del fungo Dante avrebbe composto alcuni canti visionari e profetici che non avrebbero trovato posto nell’edizione ufficiale della Divina Commedia. Piumini si incarica di pubblicare, pertanto, i manoscritti.
Le portentose qualità del fungo allucinogeno permettono a Dante di esplorare la società e la cultura italiana dei nostri giorni. La scioltezza ludica dei versi di Piumini si accompagna a una verve polemica assai incisiva, talvolta spinta sino all’irriverenza. La mano deliziosa di Altan fa il resto.
Molti i personaggi dannati per sempre, da Vespa a Ferrara, da Vanna Marchi a Milosevic. Incantevoli i quadretti dei beati, tra cui un ispirato Almodovar e un Gandhi intento a dar da bere a Pannella. Un libro da non perdere.

Annunci