Alle volte, negli ospedali psichiatrici allestivano dei letti di fortuna, dei pagliericci per terra. E, se levavi gli occhi, vedevi i piedi legati del tuo vicino. Su uno di questi pagliericci, ricordo, ci sono stata per sei mesi, e il pavimento era freddo, ma io alzavo i miei occhi e guardavo il cielo, e poi ancora il sole, e sentivo il calore infinito della mia povertà.
(Alda Merini, L’altra verità. Diario di una diversa, Rizzoli, Milano 2000)

La prosa della Merini non è mai davvero prosa, le parole si affastellano comunque sempre con la sapienza dei suo fine orecchio musicale. Consiglio questo libro come introduzione alla sua produzione poetica, una sorta di laboratorio esistenziale e letterario in cui si disvelano le arcane alchimie dei suoi ossimori e dei suoi sorprendenti moti dell’animo.
Una donna che può insegnarci a vivere.

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