La felicità si consegue praticando la virtù suprema dell’uomo, quella che maggiormente lo avvicina agli dei: la sapienza. Questo è quanto sostiene Aristotele, aggiungendo un’affermazione sostanziale, fondante: la ricerca della sapienza dipende da un atteggiamento esistenziale: lo stupore, la meraviglia. Non disimpariamo a stupirci… delle venature delle foglie, del fulgore delle stelle, del sorriso di un bambino. Voglio stare con la bocca spalancata di fronte alla finestra del mondo!
La sapienza sta tutta in un’apertura, in uno stare-nel-mondo contemplante, puro, alieno da ogni riferimento al fare… lasciamo a Heidegger il suo martello!

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