.q.u.i.n.d.i.c.i. Mercoledì, Mag 24 2006 


ANIMA INTRAVISTA

Pensavo che tu fossi la mia stella
e invece sto parlando e non mi senti.
Respiri, ma il respiro ti si incaglia nel
profondo della gonna senza spacco.

Anima intravista tu sei
sei il suono dei respiri che…
corpo della donna mia
io ti prendo e ti porto via.

Le gambe tue son scale di bottiglie
che al cielo stan diritte come strade di
paesi sconfinati di felicità
la bocca tua selvaggia come il mare.

Anima intravista tu sei
sei il suono dei respiri che…
corpo della donna mia
io ti prendo per portarti via.

E’ il testo di una canzone che scrissi due o tre anni fa. Peccato non potervela far sentire… a me piace.

.q.u.a.t.t.o.r.d.i.c.i. Lunedì, Mag 22 2006 


Giri inutili di camelie.
Estate ruvida e piovosa.
E poi una cena,
malinconica e buffa.
Nel fondo del caffè
il tuo sorriso macchiato latte.
Un turbinare miracoloso
d’un istante
e bossa e mambo…
… sinergia dello sguardo e delle gambe
incrociate, ansanti,
trepidanti.

.t.r.e.d.i.c.i. Venerdì, Mag 5 2006 


Vieni con la tua
v o c e
per trasportarmi
in giardini di mandorli
sfioriti.

E io bevo il succo
della tua gemma
come da una coppa
di cielo e cobalto.

Mi rimetto alle tue mani sottili
al tuo ventre piatto e geloso.
Mi rimetto alle tue labbra,
quelle tue labbra intrecciate
e di nuovo aspetto che siano sfiorate,
vibranti,
dalla tua voce.

.d.o.d.i.c.i. Martedì, Mag 2 2006 

Le mani di Luigi

Io penso alle tue mani,
rami stizziti di albero annoso,
con cui annodi profili che ti furono,
fianchi di donne e ori egizi.
Mi figuro innanzi ai tuoi altari pagani,
unti di trementina e trasporti violenti,
sanguigni. Tu nutri di bosco il disegno sospeso
degli anni tuoi di bimbo barbuto.
Parole vibranti ti affollano la bocca,
spiaggia di gabbiani chiassosi.
Ma non di mare
hai forgiata la schiena… solo il sambuco
conosce il tuo sguardo.
Vago, tenti con le tue mani
il passaggio nascosto tra le tele dei quadri.

.u.n.d.i.c.i. Mercoledì, Apr 26 2006 

Attendo le tue mani
di corolla e conifera aperta
Attendo il soffio caldo elettrico
delle giornate di mare terso

Sono desto, eppure in me
dorme appollaiata la colomba
delle tue labbra strette e severe

Né la notte ha sparpagliato
i fogli delle tue memorie. E io

s o l o

senza un rifugio per il corpo.

.d.i.e.c.i. Venerdì, Apr 14 2006 

Arrotino affila
questi occhi
foschi e fa’ che
sia musica di sistro
il tuono della
macchina, fa’ danzare
le sue labbra sul
canto mio di
airone. Non v’è
musica ch’io
ami di più.

.n.o.v.e. Giovedì, Apr 6 2006 

Lei verrà
e avrà il colore
della pioggia
E voce di torrente
e sguardo di serpente

Avrà mani strepitose
per scavare nel mio petto
e radici di sequoia
per fasciare i miei piedi stanchi
Avrà denti di conchiglia

Lei verrà per riportarmi
là, dove
non sono mai stato.

.o.t.t.o. Lunedì, Apr 3 2006 

Il tuo nome è
parola che
squarcia cieli
di sconquasso

ha il potere di
evocare il segno
da cui tracima il
liquidopieno
dello sguardo.

.s.e.t.t.e. Sabato, Apr 1 2006 

L’orecchio del
musicista è
conchiglia di
ricordo.
E ha mani
stuporose buone per
pizzicare corde e
sbucciare mele
avvelenate.

Ha piedi
nodosi, il
musicista, con calli
sincopati e grumi di
dolore. Ma il
musicista sempre ride.

.s.e.i. Mercoledì, Mar 29 2006 

Abiti la miseria della
notte come infarto
siderale che genera
astri settembrini e
cinguettanti. Sei ruscello
di silenzi. Profumo di
lontananza. Ti sto di fronte
come albero naufragato.

.c.i.n.q.u.e. Martedì, Mar 28 2006 

La penna riconosce
la virtù del poeta
e la sveltezza argentea
del baleno. Cupa
memoria degli anni,
la poesia divora tutto.

.q.u.a.t.t.r.o. Domenica, Mar 26 2006 

Credo siano infinite
forme possibili delle
sue gambe
insostituibile vergine
di carne azzurra.
Credo siano solo
labbra e cielo
quando ci misuriamo
pavidi con l’abisso.

Lo ammette solo a
testa in giù tra
le spire feraci dei
miei ‘non so’.

.t.r.e. Giovedì, Mar 23 2006 

Nella nebbia m’ignoravi,
io che avevo già contato,
a tre a tre,
i capelli del tuo capo

e già bramavo di
insinuarvi la bocca
e sospiri di bosco,
d’afa, d’oblio.

.d.u.e. Lunedì, Mar 20 2006 

Vibro di te come del
silenzio appeso
tra due frasi musicali,
sei limite tra l’alba e
il giorno fatto, luccichio sorpreso
della stella mattutina. Sei
la gioia della terra
dopo il solletico dell’aratro.

.u.n.o. Giovedì, Mar 16 2006 

Come animale notturno
t’aspetto al confine
tra la diffidenza e la carezza,
tu in forma di principessa
io sempre giullare
assordante giullare di niente.

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