Da grandi poteri derivano grandi responsabilità Venerdì, Gen 26 2007 

Your results:
You are Spider-Man

Spider-Man
70%
Green Lantern
70%
Iron Man
65%
Supergirl
55%
Superman
55%
The Flash
55%
Robin
45%
Catwoman
35%
Wonder Woman
30%
Hulk
25%
Batman
20%
You are intelligent, witty,
a bit geeky and have great
power and responsibility.

E tu? Quale supereroe sei?

Quanta grazia Sant’Antonio! Giovedì, Gen 18 2007 

Mio malgrado, perché non amo le catene di Sant’Antonio (che poi era ieri), ma con un certo piacere, visto che la richiesta arriva dalla Sciura Pina, mi accingo a enumerare le cinque cose che non sapete di me. O forse le sapete, quelli più sgamati tra voi forse già le sanno. Pazienza.
1) Da tre anni sono vegetariano per diverse motivazioni di carattere etico, sentimentale e igienico.
2) Suono il sassofono e la chitarra.
3) Generalmente sono piuttosto accomodante e tollerante, tranne quando si parla di politica. Divento una belva!
4) Uno dei momenti di maggior soddisfazione dell’intera giornata è l’istante in cui, alla sera, mi levo i calzini.
5) Quando sono molto triste leggo un romanzo di Dostoevskij. E mi intristisco ulteriormente. C’è stato un periodo, tre o quattro anni fa, in cui la malinconia era talmente grande che me li sono letti quasi tutti.

Ecco, ho dato.
Passo la palla a cinque volenterosi bloggers:
Archi Audaci
Coneja
Piove con il sole
Captain Charisma
Cuore di Gatto

Acquantopare (terza puntata) Mercoledì, Gen 17 2007 

A grande richiesta una nuovissima puntata di Acquantopare, rubrica tragicomica che riguarda i virtuosismi linguistici dei modellisti.

Al solito, ho riportato in neretto il testo originale, in chiaro le mie glosse.

è poi il motore prevede il rotostart x l’acccensione se io gli tolgo il rotostart è gli rimango solo il cuscinetto è poi gli monto lo strappo del mio motote va bene?
E’ come no?

lo sapevo ke *** non si sarebbe perso neanche per sognio un sondaggio
Sognio o son destro?

La braciolata deriva dalla braciola, ovvero bistecca di maiale.
La braciolata più in generale sarebbe la classica grigliata di carne,per i costi dovrebbero aggirarsi intorno ai 20 € carne compresa

Mmm, interessante. E quanto potrebbe costare una braciolata senza carne?

Allora misà che neanche quest’anno farò l’italiano!!!!!
In effetti, se fossi in te proverei un po’ con l’arabo.

nel montare le ruote mi sono accorto che una lo montata al conrario essendo che io le o gia incollate ora mi tocca rifarla e per fortuna solo una o cannato
Che dire? Sei proprio fortunato!

So che lingnoranza in campo modellismo e molto accentuata non ho mai montato nulla!!!!!!!!!
Sai di non sapere, quasi come Socrate. Ho giusto una tisana da farti assaggiare…

Io invece credo sia meglio che pinsino di + i posteriori così le curve le possiamo fare a mod di freno a mano sai che bello
Chi troppo pinsa, matto diventa.

Anke io credo che vada bene x la retro anche perchè le luci sono collegate alla batteria e quindi credo (da igniorante) che ci sia una specie di interruttore
Dai, non sei tanto igniorante, non buttarti giù così!

con ilterzo canale ci mettiamo il clacson, come quello di “bho e liuk”!!!!!!!!!!!!………….così quando dovremo fare un sorpasso ci facciamo sentire…………………
Già, però stai attento. Se ti prende Rosco Pi Coltrein… sono guai.

La beffana vien di notte e solo con le calze rotte e…..
un po di carbone! he he

Oddio, non aveva le scarpe rotte?

Azz e come ai fatto a romperla? io anche stringendo forte non si e rotta anzi credevo che si spacasse la chiave a brucola
La forza della cultura.

Prodi, l’anti-antiamericano Mercoledì, Gen 17 2007 


Ironia della sorte, o bieco disegno del demone della guerra, Prodi ha scelto proprio uno dei giorni più tremendi della guerra civile irachena per concedere il suo assenso all’ampliamento della base americana a Vicenza. I cento morti di Bagdad non sono bastati al nostro governo per capire quanto scellerata e ingiusta sia la politica estera americana, per prendere una volta, almeno una volta, le distanze. Ora anche le mani di questo governo, come quelle di Bush e dei suoi sodali, grondano sangue innocente. Non ci sono più scusanti di fronte al mondo. Speravo in un atteggiamento più responsabile, ma è prevalsa la logica della sottomissione al potere forte, al furioso imperialismo a stelle e strisce. Fortuna che, stando alle parole del centrodestra, Prodi sarebbe tenuto sotto scacco dalla sinistra radicale.
Che fare? Al momento mi ritiro in un silenzio indignato. Si vedrà. Ora c’è solo tempo per la rabbia. Per riflettere. O per pensare ad altro. Con il cordoglio nel cuore per le migliaia di vittime di una guerra ingiusta.

Ventotto milioni di americani a Bagdad Lunedì, Gen 15 2007 

Se davvero la politica estera del governo italiano fosse anti-americana, come sostiene il Cavalier Berlusconi, sarei oltremodo felice. Se l’Europa cercasse di affrancarsi, come sostiene in Nostro, dalla politica imperialistica degli Stati Uniti davvero mi sentirei orgoglioso di essere europeo. Ma purtroppo è solo un sogno.
Lasciando perdere la questione che, peraltro, risponde più alla logica della propaganda interna al teatrino italiano che a quella di una seria riflessione sugli equilibri di forza su scala planetaria, riporto una brillante lettera aperta di Micheal Moore a George W. Bush, pubblicata sul Manifesto di sabato 13.

Caro Presidente,
intanto grazie per il tuo discorso alla Nazione, è bello sapere che ci parli ancora dopo quello che ti abbiamo combinato a novembre. Ascoltami, posso essere franco? Mandare ancora 20.000 uomini non mi pare sufficiente a sistemare le cose. Vorrebbe dire soltanto riportare il numero di soldati ai livelli dell’anno scorso. E noi già perdevamo l’anno scorso! Abbiamo già spedito in Iraq più di un milione di uomini dal 2003. Poche migliaia in più non sono lontanamente sufficienti a trovare le armi di distruzione di massa che cerchiamo! Cioè, voglio dire… a trovare i colpevoli dell’11 settembre e portarli alla giustizia! No scusami, dimentica anche questa… vediamo… ah ecco: a portare la democrazia in medio oriente! Ottimo, proviamo questo…
Presidente, devi mostrare molto più coraggio, vecchio mio. Questa la devi vincere. Caspita, hai beccato Saddam, no? L’hai appeso all’albero più alto! Non male il video, pareva di essere tornati nel buon vecchio west col boia più delinquente del ladro di cavalli, con linciaggi e tutto il resto. Guarda, lo devo ammettere, sono imbarazzato per il guaio in cui ti sei infilato. Come ha detto una volta Ricky Bobby se non sei primo, sei l’ultimo. E, sinceramente, il fatto che tu venga umiliato di fronte a tutto il mondo in questo modo, non porta niente di buono a noialtri americani.
Capo, dammi retta. Tu ci devi mandare milioni di soldati in Iraq, non migliaia. L’unico modo per sfangarla stavolta è inondare l’Iraq con milioni di noialtri! Ok, ho capito che sei a corto di soldati, allora guardati un po’ in torno. Devi farti entrare in zucca che l’unico modo per far fuori un paese di 27 milioni di abitanti, l’Iraq, è mandarci almeno 28 milioni di americani. Ecco, così funzionerebbe…
Facile: i primi 27 milioni accoppano un iracheno ciascuno, così la ribellione si sistema in quattro e quattrotto, L’altro milione si ferma lì e ricostruisce il paese, facile, no? Ora, prevedo la tua domanda: dove li trovo 28 milioni di americani pronti a partire per l’Iraq? Considera qualche suggerimento:
1. Oltre 62 milioni di loro ti hanno votato due anni fa (ed eravamo già da un anno e mezzo in una guerra che sapevamo di perdere…). Ho fiducia che almeno un terzo di loro sia disponibile a mettere il proprio corpo là dove già ha messo il proprio voto e a firmare come volontario. Conosco un sacco di loro e sono certo che non sia il tipo di gente che chiede ad altri di combattere la battaglia che loro giudicano necessaria, standosene nascosti in America.
2. Inizia una campagna di feste col titolo «Accoppa un Iracheno party» e lanciala per tutto il paese. Lo so che suona tanto come un’idea stile 21° secolo ma sono già stato a qualche festicciola del genere e, ti assicuro, ti stupiresti di quante idee innovative comincino a spuntare fuori dal terzo mojito in avanti… io dico che un bel 5 milioni li tiri su così.
3. Manda in Iraq tutti i giornalisti dei grandi media. Dopo tutto ti hanno dato una mano a cacciarci in quella guerra e un bel po’ li hai già addestrati a fare gli embedded! Se poi, a questo punto, non siamo ancora ai 28 milioni, arruola obbligatoriamente tutti i telespettatori di Fox News e dovresti avercela fatta.
Presidente Bush, non è il momento di mollare! È il momento di essere duri e portare a casa il risultato! Quindi non fare la femminuccia lesinando coi soldati. Parti col tuo popolo e guidali tu personalmente come un vero comandante in capo! Che nessun moderato rimanga indietro! Avanti a tutta forza! Per quanto riguarda noi di sinistra prometto che saremo vicini, scriveremo spesso.
Vai e prendili tutti George!
Tuo affezionato Michael Moore
(traduzione di Mauro Sabbadini)

Acquantopare (seconda puntata) Giovedì, Gen 11 2007 

Ritorno di nuovo sugli strafalcioni tratti dal forum del modellismo, quella sublime arte che in qualche modo mi dà da vivere e, in fondo, da ridere.

Ho riportato in neretto il testo originale, in chiaro le mie glosse.

Il wd-40 e un olio sprai che serve per sbloccare uno di tutto
Tutti per uno, uno per tutti!

Ci sono anchio quando quando non vedo l’ora.
Facciamo verso le tre?

Leggendo i vostri messaggi, lamarezza e tanta […] ha chi mi devo rivolgere?
Hai mai pensato a un analista?

Prendi un frenafiletti normale ce di vari tipi medio e forte prendilo medio
Prendi una donna, trattala male…

Sembra che si stia spanando da un momento ha l’altro, non vi da quella inpressione?
Solo ha volte

Io non do nemmeno la caparra perche si viene ad esturare un rapporto di reciproca fiducia
Una sorta di estuario, insomma.

Fortunati chi anno amici che consigliano spece per persone inesperte come me.
E beati quelli che ti capiscono, perché di essi è il regno dei cieli.

Ma i nostri mica sono in plasica non credo xche anno un rumore ferroso
Oddio, cos’è un rumore ferroso?

Raga ma se uno vorebbe 2 motori qualkuno sa come si potrebbe fare??
Secondo me, bastasse comprarne due.

Inoltre, come dicono i proverbi antichi: “se cadi da cavallo rimettiti subbito in sella e non starci troppo a pensare!!!!!”
Noi tutti ci siamo passati e non solo da “cavallo”!
Non aggiungo altro per scaramanzia!!!!!!

Also sprach Zarathustra.

Easy R(a)ider Mercoledì, Gen 10 2007 


Ancora tuona il cannone,
ancora non è contenta
di sangue la bestia umana.

Raid americano in Somalia. Per stanare Al Qaeda, per uccidere almeno ventisette civili che si aggiungono al quotidiano centinaio di persone morte in Iraq.
Quanto vale la vita di un americano? Quanto vale la vita di un somalo? Quanto vale la vita di un iracheno? Quanto vale la vita di un uomo?
Unione Europea e ONU, non basta più l’indignazione.

Al cor gentil rempaira sempre amore Lunedì, Gen 8 2007 


Eccomi di ritorno.
Mi sono preso una vacanza della mente e del cuore. Mi sono riservato un periodo di pausa e riflessione, per capire, per sentire. Per vedere se davvero fossi innamorato, oppure se.
E invece sì, ci son dentro fino al collo. Opporcasidela, mi sento ‘stranizza d’amuri’. È diventata il mio chiodo fisso, la stella che segna il passo, protagonista dei sogni da sveglio e da dormiente. Una piaga, una piega del cuore.
E sì che m’ero cosparso d’Autan, ma il tremendo putto arciere che si chiama come il cantautore che ha un cognome da sambuca (quella di bassa lega) mi ha colpito comunque, e mi ha centrato in piedo petto.
Anche se non volevo, anche se continuavo a negare.
E ora è tutto in forse. È tutto un indistinto sospirare. Un tremito nella voce, un brivido che attraversa la schiena. Sto alla finestra.
Almeno sono vivo, ecco.

Lettera a Babbo Natale Venerdì, Dic 22 2006 


Caro Babbo Natale,
accettando l’ipotesi che tu esista, mi cimento in una letteruccia. Non so se mi sono comportato davvero bene quest’anno, ma provo comunque a comunicarti i miei desideri.
Sono già in possesso di molte ricchezze, di tutti gli affarini elettronici possibili e immaginabili; possiedo più libri di quanti riuscirò a leggere in tutta la vita; ho tanti amici che mi vogliono bene, una casa e una famiglia. Pertanto quest’anno non ti chiedo di portarmi qualcosa. Non disturbarti per raggiungere il camino di casa mia.
Ti chiedo solo di portare via qualcosa. Portati via l’imperialismo americano e la sua lunga striscia di sangue; portati via l’ipocrisia della chiesa corrotta; portati via i fascisti, i leghisti, i forzaidioti che inquinano il mio paese. Portati via le lobby farmaceutiche e le industrie di armi. Portati via la televisione spazzatura e il giornalismo zerbinistico. Portati via l’indifferenza al bello.
Ho chiesto troppo?

Sempre tuo affezionatissimo

l’Elefantino.

Dublino è una città Martedì, Dic 12 2006 


Dublino è una città.
Dublino è una città graziosa.
Dublino è una città graziosa e piccina.

L’attraversi a piedi, da un capo a quell’altro (già, ma quanti capi ha?), in un’ora. Ma quando attraversi devi stare attento perché marcian tutti sulla sinistra, no come Prodi, questi lo fan davvero. E vanno come dei pazzi, specie i conducenti dei camion e dei pullman a due piani di un bel giallo cadmio che scalda il cuore.
Dublino ha una chiesa gotica che si chiama Christ’s Church. Ha una chiesa gotica in perfetto stile gotico. È davvero molto gotica da fuori, ma dentro… Dentro c’è poco o nulla. Se non una cripta, dove si conservano grottesche lapidi in memoria di tennents, honourable husbands e così via. Su una parete della navata di destra c’è una teca che contiene un gatto e un topo, nella posa che simula l’inseguimento del primo nei confronti dell’altro. Felino e roditore perfettamente mummificati. Una targhetta ci racconta che i due malcapitati sono stati pescati in una canna dell’organo. Che si facevano le canne. E uno può ridere anche in chiesa sotto lo sguardo torvo di un sacerdote che sembra padre Ralph, quello degli uccelli di rovo, anzi forse è lui.

Dublino ha una quantità sterminata di pub. E i pub hanno una quantità sterminata di avventori. E gli avventori, in corpo, hanno una quantità sterminata di alcol. E anche le donne, ogni rotolino di ciccia un barile di Guinness. Rotolini di ciccia da Guinness (dei primati). E nei pub sono tutti simpatici. A Dublino sono tutti simpatici e accoglienti.
Dublino ha l’odore del mare nel vento freddo. Un mare grigio, freddo. Un mare come tutti i mari, però è quello di Dublino. Un mare con i gabbiani, però sono i gabbiani di Dublino. Una spiaggia con le conchiglie e i sassi strani, però son conchiglie e sassi strani di Dublino.
Dublino ha adottato la mia amica Stefania, che mi ha gentilmente ospitato. Come fossimo fratelli.
Dublino ha tanti ponti sul fiume Liffey. Dublino ha tanti ponti tra le culture diverse. Ha un sorriso per tutti. Ha il calore della gente, il profumo dell’umanità.

Dublino è una città.
Dublino è una città piccina.
Dublino è una città piccina e graziosa.

Ringrazio e abbraccio anche Silvia, Alessia, Fergal e Monica, impareggiabili compagni di viaggio.

Baile Atha Cliath Mercoledì, Dic 6 2006 


Cari amici lettori, per qualche giorno l’elefantino trasferirà la sua dimora presso Dublino. Dal villaggio guado dei graticci (‘Baile Atha Cliath’, in gaelico, appunto) non potrò scrivere. Lunedì sarò già di ritorno.
Viva tutti voi!

Un altro Venezuela è possibile Mercoledì, Dic 6 2006 

Congratulazioni al compagno Hugo Chavez!

La nostra coscienza ci fa vili Lunedì, Dic 4 2006 



Essere, o non essere… questo è il problema:
se sia più nobile sopportar le fiondate
e le frecciate d’una sorte oltraggiosa,
o armarsi contro un mare di sciagure,
e, contrastandole, finir con esse.
Morire… addormentarsi: nulla più.
E con un sonno dirsi di por fine
alle doglie del cuore e ai mille mali
che da natura eredita la carne.
Questa è la conclusione
che dovremmo augurarci a mani giunte.
Morire… dormire, e poi sognare, forse…
Già, ma qui si dismaga l’intelletto:
perché dentro quel sonno della morte
quali sogni ci possono venire,
quando ci fossimo scrollati via
da questo nostro fastidioso involucro?
Ecco il pensiero che deve arrestarci.
Ecco il dubbio che fa così longevo
il nostro vivere in tal miseria.
Se no, chi s’indurrebbe a sopportare
le frustate e i malanni della vita,
le angherie dei tiranni,
il borioso linguaggio dei superbi,
le pene dell’amore disprezzato,
le remore nell’applicar le leggi,
l’arroganza dei pubblici poteri,
gli oltraggi fatti dagli immeritevoli
al merito paziente,
quand’uno, di sua mano, d’un solo colpo
potrebbe firmar subito alla vita
la quietanza, sul filo d’un pugnale?
E chi vorrebbe trascinarsi dietro
questi fardelli, e gemere e sudare
sotto il peso d’un’esistenza grama,
se il timore di un “che” dopo la morte
– quella regione oscura, inesplorata,
dai cui confini non v’è viaggiatore
che ritorni – non intrigasse tanto
la volontà, da indurci a sopportare
quei mali che già abbiamo,
piuttosto che a volar, nell’aldilà,
incontro ad altri mali sconosciuti?
Ed è così che la nostra coscienza
ci fa vili; è così che si scolora
al pallido riflesso del pensiero
il nativo colore del coraggio,
ed alte imprese e di grande momento,
a cagione di questo, si disviano
e perdono anche il nome dell’azione.




La magia del teatro. La profonda poesia di Shakespeare. Il tutto riletto in una chiave moderna, modernissima. Una regia che accoglie a braccia aperte la lezione del cinema. Scene come fossero tagli di pellicola. Un Amleto in jeans e felpa nera, un re Claudio con la camicia sbottonata sul petto e gli occhiali da sole. Gertrude vestita da vamp.
Ma la malìa invincibile di Amleto, la dolcezza scoraggiante di Ofelia sono intatti, come se la reinterpretazione non fosse che il modo migliore per conservare il capolavoro del poeta.

Se fossi nato… Martedì, Nov 28 2006 



Mi si è assegnato un compito al corso di teatro: comporre e recitare un breve monologo sul tema “Se fossi nato…”. Mi piacerebbe che foste voi i primi a leggerlo e perciò lo pubblico qui, consapevole del fatto che vi state perdendo tutta la mia finezza dicitoria (?), ma tant’è. Attendo fremente qualche commento.




Se fossi nato a maggio, nel mese della rosa e degli amori, oppure in un settembre profumato di uva matura e di grano, di tramonti rosati all’orizzonte, sarei nato sazio. Senza appetiti. Senza sogni. Tutto intento a conservare un’opulenza scontata, gratuita. Geloso, persino superbo. Confinato nella prigione di un desiderio già appagato.
Ma sono nato sotto il cielo dello Scorpione, un cielo bigio e ambiguo nella sua desolazione, con l’umido dei boschi in cui marciscono le foglie e il richiamo inquietante della cornacchia a invadere i campi secchi. Sono nato quando il contadino ritira le vacche nelle stalle, quando la terra che ha dato i suoi frutti dorati viene lasciata a riposare, abbandonata a se stessa e allo strazio del suo ventre violato. Sono nato con una bramosia di primavera, con lo slancio e la protervia di chi non ha ancora, ma sa che l’otterrà. La primavera.

Addio, Philippe Venerdì, Nov 24 2006 


Ti ricordo soprattutto nei panni di Pablo Neruda, al fianco del nostro Troisi. Non so dove sia ora Massimo, né verso quale meta ti sia incamminato tu. Ma ti auguro buon viaggio, di cuore. Grazie.

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