La roccia dell’elefante Lunedì, Ott 30 2006 

Castelsardo (SS)

Giù le mani da Vicenza! Giovedì, Ott 26 2006 

Domenica la ridicola manifestazione che ha visto raccogliersi meno di diecimila supporters per ascoltare i loro idoli, un Berlusconi superimpomatato e schiumante rabbia, un Bossi che ha cercato di rassicurare la platea sulla consistenza del suo membro, una Mussolini accolta da idioti che inneggiavano al duce. L’inno di Mameli in filodiffusione con il popolo della lega che fischiava.
Nella stessa piazza palladiana di Vicenza questa sera si raccoglieranno tutti i cittadini contrari alla nuova base militare della Nato, quella che sarebbe la più grande d’Europa. Il primo cittadino, un tale Hullweck, prima fascista, poi leghista e ora affiliato a Forza Italia, aveva tramato in segreto l’accordo per l’installazione della base già a partire da due anni fa. I vicentini lo hanno saputo solo ora. I vicentini non la vogliono. Io sto dalla loro parte.

Piccolo grande Bruno Mercoledì, Ott 25 2006 

Per me è stato un grande cantautore, benché forse non abbia mai sfondato come avrebbe meritato; è stato un interprete di grande spessore della scuola genovese e un “poeta fungaiolo”, come amava definirsi. Anche se il suo pensiero politico, specie negli ultimi anni, ha preso derive che non ho apprezzato, ho troppo amato la sua musica e quella sua voce di genovese incazzato e innamorato della vita per non essere dispiaciuto per la sua scomparsa. Mi piace pensare che Bruno se ne sia volato via come “l’aquila”.

Il poeta

Alla sera al bar con gli amici
si parlava di donne e motori
si diceva son gioie e dolori
lui piangeva e parlava di te.

Se si andava in provincia a ballare
si cercava di avere le più belle
lui restava a guardare le stelle
sospirava e parlava di te.

Alle carte era un vero campione,
lo chiamavano il ras del quartiere, ma
una sera giocando a scopone
perse un punto parlando di te.

E alla fine una notte si uccise
per la gran confusione mentale
fu un peccato perché era speciale
proprio come parlava di te.

Ora dicono che era un poeta
perché sapeva parlare d’amore
cosa importa se in fondo uno muore
e non può più parlare di te.

Il bambino e il leone Mercoledì, Ott 25 2006 

Atrio del battistero di Cremona, 2003

(19) Martedì, Ott 24 2006 

In amore,

come nel lavoro,

è preferibile essere precari

che disoccupati.

“Sono Gloria, ho lasciato le chiavi in cucina, accanto al cestino della frutta” Lunedì, Ott 23 2006 

Mi incuriosisce assai osservare con quali parole di ricerca i malcapitati finiscano per ritrovarsi su queste pagine. Alcune imbarazzanti, altre divertenti, alcune plausibili, altre davvero improbabili. Chi potrebbe fare un identikit del nocchiero cibernetico? Quali associazioni mentali lo spingono verso certe rotte?
Le mie pagine hanno più chiavi d’accesso di quante io stesso potessi immaginare. Ne ho raccolte alcune:
saltafoss (evidentemente un nostalgico), poesie sui funghi piumini (o porcini?), mulini a vento, matita occhi blefarite, perdonare, appartenenza, fatalità, lovvo, le nuvole van silenziose, dario fo et francesco guccini, simbolo del water, “antonia pozzi” + diari, pernici e canapa, ***LAST, filosofando, si io stei bene, barba alla mosca baffi, arché, Scopino del bagno, principi della natura e della grazia, il cielo e la luna, piove con il sole testi, elefante modi di dire, pertica simbolo fallico scopino water (apperò!), elefante simbologia, caminante no hay camino se hace camino a, il mare in versi, etimologia di pachiderma, l’elefante, “lo prende tutto” (‘n che ssenso?), favoriti barba baffi, recensione il profumo delle viole, sostanze composte e sostanze semplici, letture sull’amicizia, la funambola (mi fa venire in mente Carmela, ‘a sunnambola, di Carosone), amica ritrovata, “in punta di penna, vino classicità, “due di cuori” particelle, castrazione al bromuro, sindrome elefante (aiuto!), poesie sull’amicizia gianni rodari, el portava i scarp de tenis, ti te se no jannacci 1964, c’era una volta una gatta, lo chiamavano suv, spazio (ora, dico, con tutti i risultati che può dare un qualsiasi motore di ricerca inserendo questa chiave, possibile che siano giunti sin qui? Mah!), versi su tuono, ho visto nei suoi occhi, scampoli di seta, uno che si apparta a sparta, ffss che mi hai, carlo giuliani, valore pedagogico di harry potter, uffa che barba, vitalba fumare (un vizioso, evidentemente), giochi per l’infanzia, armadio bebop, sogni simboli animali elefante, l’elefante e la luna (questo è senz’altro un fan), l’elefante and sardegna, testo il paese di cuccagna, testi di canzoni per bambini con la luna (ma chi ha la luna? Il bimbo o la canzone?).
La vita è un mistero.

Nel bush dipinto di bush Mercoledì, Ott 18 2006 

Lo spazio è mio e me lo tengo io. L’ultima sparata del cespuglietto della Casa Bianca: lo spazio è vietato a tutti i nemici degli Stati Uniti d’America. Il nostro caro presidente afferma: “Bisogna rafforzare la leadership spaziale della nazione, assicurare che le capacità nello spazio siano disponibili per gli obiettivi della sicurezza nazionale americana, della sicurezza interna e di politica estera e per fare in modo che operazioni americane nello spazio per difendere i nostri interessi non siano in alcun modo ostacolate”.
Il discorso non fa una grinza. Mi viene in mente Pierangelo Bertoli buonanima quando cantava:
E presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori.

Forse Bush vuole portare la democrazia anche a quei dispotici dei marziani! Mah!

George il forcaiolo Mercoledì, Ott 18 2006 

Il brillante inventore delle guerre preventive, l’esportatore di democrazia e uranio impoverito ha dato il meglio di se stesso cancellando con un colpo di spugna l’Habeas Corpus, un istituto sacrosanto del diritto angloamericano, l’unica flebile speranza per quanti stanno detenuti ingiustamente nelle segrete di Guantanamo. Al solito, la comunità internazionale non può fare altro se non indignarsi.

Ora i carnefici della Cia o i responsabili delle terribili violenze di Abu Ghraib non potranno neppure essere accusati per crimini di guerra. Gli Stati Uniti violano costantemente e sistematicamente la convenzione di Ginevra. E con tutto ciò hanno anche la pretesa di esportare il loro modello politico e di fare il bello e il brutto tempo della politica internazionale. Dio lo vuole!

Chi vuole uccidere di nuovo Carlo? Venerdì, Ott 13 2006 


Dal momento che oggi su wordpress furoreggia un disgustoso post intitolato ironicamente Carlo Giuliani, eroe e dal momento che l’autore di questa immonda insulsaggine non ha quel minimo senso democratico che lo indurrebbe a pubblicare anche commenti diversi da quelli dei suoi compari forzaidioti, celoduristi e fascisti, mi trovo costretto a scriverne qui. L’affronto al diritto di manifestare e ai diritti umani perpetrato in occasione del forum del G8 di Genova è talmente terribile da essere stato condannato da Amnesty International come il più grave avvenuto in Europa dal dopoguerra. Carlo Giuliani è stato vittima di una violenza scellerata, come tutti quelli che sono stati anche solo semplicemente picchiati e feriti. Invito l’autore di detto post e la sua schiera di millantatori a prendere atto della fine del Ventennio fascista.

Lo chiamavano ‘electric sigh’ Venerdì, Ott 13 2006 

Deiezioni sociali Giovedì, Ott 12 2006 

Milano è una città per bene. Una città tanto per bene che nel centro storico possiede delle aiuole recintate, dove i ricchi abitanti di Foro Buonaparte, Brera e simili portano i loro amici a quattro zampe motrici ad alleggerirsi di quel che avanza dei loro Super-Ciappi al fosforo (cani intelligenti sono). E fin qui…
A suddette aiuole corrisponde un signore arruolato per la raccolta del prodotto e uno strano aggeggio costruito all’uopo di acchiappare le cacche. La raccolta si svolge al mattino presto per non urtare la sensibilità dei signori proprietari dei cani.
Ora, è chiaro che si tratti di un lavoro vero e proprio. E’ vero che in quanto tale è espressione della dignità dell’uomo. E’ anche vero che detto signore è di provenienza extracomunitaria. Ma non getta tutto ciò una luce sinistra sul sovvertimento di tutti i valori?
Cos’avrebbe detto mio nonno se avesse visto questa situazione?

Imprevedibilità, il tuo nome è donna Lunedì, Ott 9 2006 

Imprevedibile.
Volubile.
Suscettibile.
Fragile.
Incomprensibile.
A volte sì, anzi spesso, ma fascinosa nel suo mistero. Unica nella complessità. Enigmatica quando sorride. Ci si infila invariabilmente in grandi guai per inseguire questo arcano chiamato donna.
Si resta sospesi nel dubbio, nell’incertezza di segnali contrastanti. Sognare è pur sempre lecito, benché rischioso. Ma son burrasche che s’affrontano con coraggio e con l’intimo piacere che in fondo sempre accompagna il navigare incerto.

(To be continued, maybe)

(18) Venerdì, Ott 6 2006 

Se gli spacciatori

di autostima

smettessero di vendere

la polverina bianca

Due di picche Venerdì, Ott 6 2006 

Un cattivo presagio

incombe sul fine settimana.

La notte degli incubi Giovedì, Ott 5 2006 

Ecco cosa succede a mangiar pesante.
Uno va a letto. Legge qualche pagina del suo romanzo preferito finché le palpebre si fan pesanti. Hai giusto il tempo di posare il libro sul comodino e di spegnere l’abat-jour. E via.
Ti addormenti. E – stando al buon Sigismondo Froid – la barriera della censura, vigile per tutto il giorno, si fa labile. Cominci a sognare, per farla breve. Prima sogni che stai al bar e che devi andare al bagno perché sei in una di quelle situazioni in cui o ci vai tu o è quella roba là che va. Entri nel bagno, tipicamente buio, e vieni assalito da un tossico che vuole del denaro. E tu non ne hai.
Cambio di scena. Sei a casa con i tuoi. Probabilmente è domenica ed è quasi mezzogiorno. C’è un invitato speciale per pranzo: Romano Prodi. E te lo ritrovi a circolare per casa con una mandria di ex giocatori di football americano tutti giaccacravattati. A questo punto qualcosa nella tua persona comincia a capire che si sta andando anche troppo al di là della libera associazione onirica. Ti svegli di soprassalto: sono le quattro del mattino, ma ovviamente tu credi che siano le otto. E pensi di essere già in ritardo per andare in ufficio. Il poco sale che ti rimane nella zucca ti spinge a girarti su un fianco mentre, rivolto al tuo lavoro, smozzichi una sillaba piena di senso: Vaff…

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