L’elefantino si dissocia ufficialmente dal coro quasi unanime (dal mondo della politica e dei blog) di quanti rimpiangono Oriana Fallaci, in merito alla quale ho già scritto tempo fa.
Non vado al di là del rincrescimento umano che si prova quando una persona scompare. Per il resto, il mio giudizio sul suo operato non cambia. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita seminando bieche visioni del mondo, odio e intolleranza.
In morte di O.F. Venerdì, Set 15 2006
Mulini a vento 4:24 pm
Il dottor Hacarus Venerdì, Set 15 2006
Mulini a vento and Scampoli di letture 11:17 am
– Buongiorno, signora Graine – disse Hacarus. – Notizie di suo figlio dal fronte?
– Sta meglio. Le gambe artificiali funzionano abbastanza bene.
– Le nostre gambe artificiali sono le migliori del mondo – disse Hacarus – ci potrà giocare anche a pallone. Signora Graine, ho bisogno della sua competenza e della sua lungimiranza. Purtroppo sta per finire la guerra in Lunistan. Abbiamo uno stock di diecimila missili Pocahontas che stanno per scadere, e la Minnie, una vecchia portaerei, che resterà inutilizzata. E anche una ventina di vecchi e buoni aerei Phantom. Non sono armi adatte per grandi guerre, ma in qualche guerricciola potrebbero essere utili. E poi ci sta a cuore la sorte dei nostri marinai e piloti.
– Lei è troppo buono, dottor Hacarus – disse la vecchia.
– Lo so. Allora, c’è qualche piccolo paese in cui intervenire per salvare i posti di lavoro sulla Minnie?
– Non è facile, così su due piedi – sospirò la Graine. Indicò il planisfero, irto di bandierine: – Abbiamo intrapreso parecchi interventi umanitari in questi ultimi anni. Ci sarebbe l’Irastan…
– Non l’abbiamo già bombardato?
– Lei si confonde con l’Iraqui. Però l’Irastan è troppo grande per essere attaccato con una portaerei. La Colchide è nei programmi tra cinque anni. Ci sarebbe il Lichtenweinz, ma non ha il mare.
– E allora?
– I nostri informatori ci comunicano che Pedro Josef Calamidas, il dittatore di Araucania, sta facendo fuori metà del paese e i suoi mortai rovinano le nostre piantagioni di banane.
– Per carità. E’ uno dei migliori clienti della mia banca, sua moglie compra dodicimila scarpe alla volta nei nostri negozi e suo figlio fa lo stesso coi nostri missili.
– Allora resta questa isoletta qui. Mantequilla, davanti al Vanzenzuela.
– Cosa ci ha fatto?
– Reclamo di nostri turisti. Blatte in una camera d’hotel.
– Non è un granché.
– Capperi. Producono troppi capperi e troppo salati. Aggressione alimentare.
– Non basta.
– Che ne dice di un golpe interno di militari mantequillani che minacciano di sgomberare le nostre basi?
– Può andare. Mi faccia sapere in settimana. E mi saluti sua figlia. Ha avuto il bambino?
– Non ho figlie, solo un figlio.
– Lo sapevo. Era per controllare se era veramente lei o un’abile infiltrata. Prenda la caramella premi dall’apposita vaschetta e dica alla segretaria di farmi portare qui il signor Ghewelrode.
La signora Graine raccolse i rotoli e se ne andò masticando la caramella.
(Stefano Benni, Spiriti, Feltrinelli, Milano 2000)
Non nascono forse così le guerre?