Si può viaggiare in treno, in automobile,
e in macchina da scrivere perché no?
Io ci ho provato.
Semplicemente battendo
un tasto sbagliato
sono arrivato in Lamponia:
un paese dolcissimo
che sa di marmellata e di sciroppo
e somiglia un pochino, ma non troppo,
alla Lapponia propriamente detta
che se ne sta a rabbrividire
lassù alle soglie del Polo.
Il popolo dei Lamponi
confina con altri popoli
buoni e tranquilli:
fragole, mirtilli,
lucciole e grilli.
Spesso giungono in visita
dagli Stati vicini
farfalle, api, bambini
con il cappellino bianco
che presto sarà nero di more…
O paese felice,
scoperto per errore,
Lamponia del mio cuore!
(da Gianni Rodari, Il libro degli errori, illustrazioni di Francesco Altan, Einaudi Ragazzi, Trieste 1995)
Ecco un’altra amena destinazione vacanziera offerta dalla letteratura. Questa volta si va in Lamponia, mezzo di trasporto la macchina da scrivere (magari una vecchia Lettera 35), alimentata con la fantasia inesauribile del grande Rodari. Lo adoro sin dall’infanzia questo cantore del candore (eh… battendo un tasto per un altro ne vengon delle belle!).
Buon viaggio!
12 Settembre 2006 alle 5:27 pm
lo stesso episodio viene narrato dallo stesso rodari in un altro libro “grammatica della fantasia” che più che altro è un manuale meraviglioso e prezioso su come sviluppare la fantasia nei bambini e, accindeti, anche nei grandi…un manuale di vita insomma….per quelli che non smettono mai di sognare!
…mancava da troppo nel tuo blog il mio nomino…comunque complimenti…bello l’autoritratto…
…vava te, altro che!